

VITERBO - Una donna di 56 anni di Acquapendente affetta da una grave forma di leucemia, ha riposto le sue speranze in una nuova cura, innovativa, scoperta grazie alla genetica e alle cellule staminali.
Il primario dell'Unità complessa di ematologia di Belcolle, Marco Montanaro, nel 2004 effettua dei prelievi midollari alla signora e li spedisce all'azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma.
Quattro sacche dove ci sono i "segmenti pilota", fondamentali per agire geneticamente in laboratorio ed effettuare l'autotrapianto.
Quando queste sacche sono state richieste la risposta è stata negativa. Non che non si potesse agire su quelle cellule staminali, semplicemente si sono perse le sacche.
La signora ha iniziato una vertenza legale con l'azienda ma il danno subito sarà difficilmente ripagato.