

VITERBO - “Welfare di genere nel Lazio. Il Libro verde sull’occupazione” è il titolo del convegno a cui hanno preso parte la consigliera delegata alle Pari opportunità, Lina Novelli, e la consigliera di Parità, Daniela Bizzarri. “Un incontro – annunciano - dal quale è emersa la fotografia del mercato del lavoro femminile nella Tuscia e che confluirà in una pubblicazione promossa dalla Provincia e in uscita a settembre”.
Il Libro verde sull’occupazione femminile, prodotto dall’assessorato al lavoro e pari opportunità della Regione, è uno strumento aperto di discussione con i diversi attori sociali, finalizzato alla predisposizione per il prossimo biennio 2009-2010, di un Piano per l’occupazione femminile nel Lazio, quale strumento di sviluppo economico, produttivo, occupazionale e sociale dell’intero territorio.
“Il lavoro delle donne – afferma Bizzarri - chiama in causa la necessità di una visione integrata di riferimento della vita sociale, familiare, produttiva e riproduttiva del paese e dei singoli territori. Questo Libro verde servirà come uno strumento di lavoro per la relazione di un Libro bianco che possa individuare tutti gli strumenti per garantire un percorso lavorativo che permetta alle donne una vita dignitosa all’interno della loro famiglie, per tutelare e difendere i diritti acquisiti e cercare di rafforzarli”.
“Analizzare i dati regionali prendendo in considerazione la provincia di Viterbo – dice Novelli - significa potenziare strategie utili al territorio. L’obiettivo principale è sostenere una buona occupazione, anche in considerazione del Decreto legge 112 del 2008 (Decreto Brunetta), collegato alla manovra finanziaria per il 2009 e approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno scorso”.
“Non è ancora facile – continua Novelli - conciliare o meglio condividere la famiglia col lavoro, basti considerare i servizi pubblici come asili nido e trasporti non sempre adeguati alle esigenze delle lavoratrici. Gli stessi contratti part-time non favoriscono il lavoro femminile, comportando rischi di esclusione dal mercato in caso di maternità. Leggere i dati regionali è l’occasione per migliorare le politiche che la provincia può mettere in campo per aiutare le famiglie e le donne”.
Nel Viterbese, il trend dell’occupazione complessiva è in costante calo e denota una situazione abbastanza critica. Anche le differenze di genere risultano accentuate: nel 2004 l’occupazione femminile faceva rilevare 26,3 punti di distacco da quella maschile, che nel 2007 sono saliti a 27,9. Le imprese femminili attive nel periodo 2003-2007 nella provincia di Viterbo erano 9.809 su un totale di 34.346, rappresentando una quota rosa inferiore a quella registrata nel resto della regione.
A livello locale, consistente è la componente femminile che non partecipa al mercato del lavoro: il tasso di inattività è pari al 66,8%, tra i più elevati della regione, con punte accentuate per le classi centrali di età (35-44 e 45-55 anni) e con differenze di genere marcate (da 33 a 43 punti).
Una connotazione positiva, invece, si ha per il bacino dei lavoratori socialmente utili nel territorio viterbese, in cui si è registrato un forte impegno degli enti locali per la stabilizzazione del personale: al 31 dicembre 2007, la Provincia di Viterbo ricopre il primo posto nella graduatoria regionale.
Nella Tuscia, infine, si registrano valori negativi nella crescita demografica (-2,1) ma positivi rispetto al saldo migratorio, che registra tassi doppi rispetto alla media regionale e i più elevati rispetto alle altre realtà locali (Viterbo:16,8; Lazio: 8,4). Le donne rappresentano il 51,3% della popolazione residente al 1° gennaio 2007.