ANNO 27 n° 277
OCCUPAZIONE La Tuscia "fatica, laureati i più richiesti

VITERBO  - La situazione occupazionale nella Tuscia è abbastanza stabile con 2.940 nuovi ingressi e 2.710 uscite dal mercato del lavoro locale che generano un saldo positivo di 230 unità, con un tasso di crescita occupazionale dello 0,7%, di poco inferiore a quello fatto registrare nel Lazio (+1,2%) e in Italia (1%). Occorre evidenziare come questo dato sia comunque inferiore a quello del 2007 (+1%) e del 2006 (+1,9%), segnale di una fase non propriamente brillante del sistema produttivo provinciale.

L’analisi settoriale dei dati della Tuscia indica un saldo negativo nel complesso per industria e costruzioni (-0,9%), e nello specifico -0,7% per l’industria alimentare e bevande, -2,8% per ceramica e costruzioni (-0,5%), complice l’attuale fase di stagnazione dopo anni di grande crescita non solo occupazionale. In crescita, invece, i posti di lavoro per l’industria meccanica e del legno, che con un +3% si confermano le uniche in grado di creare nuovi posti di lavoro. In fermento anche il comparto dei servizi (+1,8%), generando una crescita occupazionale che si riscontra in tutti i comparti ma in particolare negli alberghi e ristoranti (+3,7) e nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (+2,7%).
 
Per quanto riguarda la tipologia contrattuale dei nuovi assunti, in controtendenza con il dato nazionale, si registra sempre di più una diminuzione dei contratti a “tempo indeterminato” a vantaggio di quelli a “tempo determinato”. Infatti, si prevede che il  30,2% delle assunzioni avverrà con un contratto a “tempo indeterminato” (nel 2007 erano il 38,5%) e il 54,4% con un contratto a “tempo determinato” (43,3% nel 2007). Per questo tipo di contratto è stata prevista anche una suddivisione tra quelli stipulati ai fini della “prova” di nuovo personale, alla sostituzione temporanea di personale ed alla copertura di un picco di attività.
 
La “flessibilità in entrata” potrebbe rappresentare solo una condizione “di passaggio”, visto che per il 30% dei dipendenti a termine si prevede una trasformazione in lavoratori a tempo indeterminato nel corso del 2008. Diminuisce inoltre la percentuale di contratti di apprendistato (14,3% contro il 17,6% nel 2007).
Analizzando le assunzioni per grandi gruppi professionali, secondo la classificazione Istat, il 13,9% delle assunzioni riguarderà le professioni tecniche, il 30,3% sarà coperto da professionisti qualificati nelle attività commerciali e nei servizi, il 7,1% da impiegati, il 21,7% da operai specializzati e il 15,4% da conduttori di impianti.  Da notare, rispetto al 2007, un aumento delle professioni high skill ovvero dei dirigenti, professioni ad elevata specializzazione e tecnici, con una percentuale che passa dal 12,9% al 16,2%.
Un’inversione di tendenza si riscontra nei titoli di studio richiesti dalle imprese. Diminuisce sensibilmente, infatti la percentuale delle richieste concernenti persone in possesso solo della scuola dell’obbligo, 41,3% contro il 51,6%  del 2007 e si alza la richiesta per i laureati: 8,4% contro il 5,3% dell’anno precedente. Il dato dei laureati va scomposto tra laurea triennale (5,2%) e laurea specialistica (2,2%). Si eleva di conseguenza anche la richiesta di diplomati al 36% (29,5% nel 2007).
 
“Questi dati – spiega Francesco Monzillo, dirigente e responsabile del Servizio Studi e statistica della Camera di Commercio - sono quanto mai significativi perché segnano un’inversione di tendenza rispetto a quanto emerso nell’ultimo Rapporto economico provinciale presentato dall’Ente camerale, in cui si evidenziava la scarsa considerazione degli imprenditori verso risorse umane qualificate e professionalizzate”.
 
In calo il numero delle assunzioni di personale extracomunitario che passa da un minimo del 13,2% (nel 2007 arrivava al 26,9%), sul totale delle assunzioni previste, a un massimo del 16,1% (31,1% nel 2007). Queste assunzioni sono richieste soprattutto nelle costruzioni e nell’industria ceramica, e il calo è da imputare a una situazione lavorativa stabile delle persone già inserite.
Vale la pena anche di focalizzare l’attenzione sulle assunzioni considerate di difficile reperimento, il 24,7% del totale, molte delle quali si concentrano nell’industria, nelle costruzioni, nei trasporti e servizi alle imprese. Soprattutto per i servizi alle imprese e alle persone il motivo della difficoltà nasce dalla ridotta presenza della figura mentre nell’industria si riscontra la mancanza di candidati in possesso della idonea qualificazione, soprattutto per gli operai specializzati.



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