ANNO 27 n° 273
Omicidio Rizzello, i consulenti: 'De Vito capace di intendere e di volere'
Depositata la perizia psichiatrica cui è stato sottoposto il napoletano
12/10/2011 - 15:37

VITERBO – E’ in grado di intendere e di volere. Così i periti nominati dalla Corte d’Assise di Viterbo, hanno giudicato Giorgio De Vito, l’uomo di 36 anni, napoletano, accusato di aver assassinato con trenta coltellate Marcella Rizzello sotto gli occhi della figlioletta Giada di quattordici mesi. La perizia è stata depositata oggi non è stata ancora analizzata dai giudici togati e popolari.

Dopodomani mattina riprenderà il processo in corte d’assise e gli esiti dell’accertamento tecnico sullo stato mentale di De Vito sono destinati a imprimere una svolta al dibattimento. Svolta alla quale contribuiranno anche gli ultimi sviluppi delle indagini su Mariola Michta, la donna polacca che aveva confessato di essere stata con De Vito in casa della vittima la mattina del 3 febbraio 2010 per compiere un furto, durante il quale l’uomo aveva ucciso la Rizzello che, scoperta la loro presenza, si era messa ad urlare e che è stata condannata a 18 anni di reclusione con il rito abbreviato. La sua confessione è stata però clamorosamente smentita dalle indagini, che hanno dimostrato come quel giorno fosse al Cto di Roma per una visita specialistica.

Ad incastrare De Vito ci sono tuttavia le numerose tracce ematiche con il suo dna rilevate nell’appartamento della vittima e la macchina fotografica scomparsa della vittima e ritrovata pochi giorni dopo nell’abitazione della madre adottiva dell’imputato ad Aprilia. E proprio la madre adottiva di De Vito verrà ascoltata come testimone dopodomani mattina in apertura di udienza.

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