

VITERBO – (roc) Si fa sempre più in salita la strada che dovrebbe portare Delli Iaconi a Palazzo dei Priori.
La candidatura, formalizzata due giorni fa dai renziani viterbesi, sembra essere già stata bollata come ‘’irricevibile’’ dal gruppo che fa capo a Fioroni.
In mezzo c’è finito anche il povero segretario provinciale, Andrea Egidi, il quale, dopo che gli è stata sbarrata la strada per l’ingresso in giunta, in virtù della ‘’regola’’ secondo cui Michelini non vuole assessori esterni, ora è stato preso come ‘’scudo’’ per chiudere la porta anche a Delli Iaconi.
Una patata bollente, quindi, che il Pd, o meglio una parte di esso, vorrebbe togliere con le mani altrui. In questo caso con quelle di Egidi. Il segretario provinciale ha più volte dimostrato in questi mesi di avere le spalle larghe, come del resto si conviene a chi ha la responsabilità di mantenere i delicati equilibri del partito, ma dietro il suo apparente aplomb potrebbe celarsi un carico di tensioni accumulate nel tempo.
In questa situazione, che vede il Pd viterbese andare in ordine sparso e portarsi dietro un bagaglio poco invidiabile di dinamiche politiche non risolte, vecchie e nuove, rimane intatto il problema di nominare l’ottavo assessore in giunta.
Per far questo si riparte dunque da Delli Iaconi, la cui candidatura sembra essere giunta al tramonto, e si torna a fare pressing su Francesco Serra., vale a dire al punto di partenza. Ieri la riunione del gruppo consiliare del Pd è saltata, ufficialmente per impegni di Alvaro Ricci ma non è escluso che si sia voluto prendere più tempo proprio per far maturare i contatti avuti con Serra. Il ‘’fortino’’ del renziano viterbese sembra ancora resistere agli ‘’assalti’’ del partito e ogni ora che passa gioca a favore di Martina Minchella.
Le quotazioni della giovane consigliera democratica potrebbero infatti riprendere quota nell’ipotesi che Serra sia irremovibile sul ‘’gran rifiuto’’ e che ci sia un rimescolamento delle deleghe che assegni lo Sviluppo economico ad un assessore con più esperienza della Minchella.
I tempi che sindaco e giunta si sono dati per sciogliere tutti i nodi sono limitati. Il vice sindaco Luisa Ciambella ha posto l’asticella a metà della prossima settimana e tutto lascia presupporre che il limite verrà rispettato. Innanzitutto perché diventerebbe una storia infinita che non deporrebbe a favore di un’amministrazione che deve ancora dimostrare il suo valore e mettere in movimento tutte le misure per realizzare l’ambizioso programma sbandierato in campagna elettorale. Ma non vanno sottovalutati neanche i malumori che, sempre più insistentemente, cominciano a serpeggiare nella base e soprattutto tra i consiglieri del Pd che sono fuori da tutti i giochi e che non ci stanno a rinunciare alla visibilità in nome del gioco di squadra se, al contrario, i ‘’capitani’’ fanno melina o, peggio ancora, giocano ognuno per sé. Vorrebbero evitare, insomma, che l’ottavo assessore diventi invece l’Ottavo nano: una roba da ridere.