

VITERBO – Nemmeno Palazzo dei Priori crede più che Viterbo possa avere un Centro fieristico espositivo. Ieri, infatti, il consiglio comunale ha deciso di ritirarsi da Tuscia Expò, la società che avrebbe dovuto realizzare e gestire il polo fieristico ideato oltre 20 anni fa e, come tanti altri progetti, rimasto al palo.
In precedenza avevano mollato, uno dietro l’altro, gli altri soci: la Provinica e la Regione. Con loro si erano tirati indietro anche i privati, cioè Confindustria.
La motivazione è stata la stessa per tutti: mancanza di prospettive, casse vuote, spese incompatibili con i conti in disordine degli enti.
Il progetto del Centro fieristico espositivo (e di un attiguo Centro agroalimentare) era stato varato alla fine degli anni Ottanta. Sulla carta avrebbe dovuto essere il secondo polo fieristico del Lazio dopo Roma. Ma negli anni, la società ha accumulato solo debiti e il progetto, notevolmente ridimensionato rispetto alle ambizioni iniziali, è ancora di la da venire per una cronica mancanza di finanziamenti.
E’ così tramontato un altro progetto che avrebbe dovuto contribuire al rilancio socio-economico del capoluogo. Se ne riparlerà, semmai se ne riparlerà, quando i tempi diventeranno meno grami. Ammesso che lo possano diventare.