

VITERBO - Si è conclusa nel migliore dei modi la manifestazione che ha visto protagonisti i ragazzi delle Scuole Superiori di tutt’Italia: "Giochi senza Frontiere", in cui si sono confrontate le rappresentative di Udine, Milano, Parma, Firenze, Caserta, Cosenza oltre al Liceo “M. Buratti” di Viterbo come organizzatore.
La manifestazione è iniziata con la presentazione delle squadre curata dalla brava Prof.ssa Augusta Fanti con la “Marcia di Radetzky” ed è proseguita con “l’Inno di Mameli”, momento veramente emozionante sia per i giocatori che per gli oltre 2000 studenti sugli spalti, che si sono alzati in piedi cantando l’inno, dando così un messaggio di unità nazionale veramente commovente.
Subito dopo con il via ai giochi si è assistito ad un vero entusiasmante duello fra le compagini in gara, sempre corretto, ma agonisticamente valido.
I giochi in programma sono stati sette: il “Gioco della Macchina di S. Rosa”, il “Gioco della Cavalcalamula, il Gioco del Monopattino, il gioco dell’Hula-Hop, il Gioco della Carriola, il Gioco della Pignatta fino a giungere all’ultimo gioco rappresentato dal classico “Tiro alla Fune”.
La classifica finale è stata la seguente:
1° Parma; 2° Viterbo; 3° Udine; 4° Firenze; 5° Milano; 6° Caserta; 7° Cosenza.
In tribuna oltre a tutto il Liceo “M. Buratti” erano rappresentate anche molte altre scuole tra cui l’Ist. Magistrale S. Rosa, l’ITC P. Savi, l’IPSIA, la Scuola media Vanni ed un folto gruppo di bambini della Scuola Elementare Silvio Canevari, attentissimi fino al termine delle gare.
Il Dirigente Scolastico Agata Severi si è complimentata con tutti gli atleti per l’impegno che hanno profuso durante le gare ed ha ringraziato i vari ospiti fra cui l’Assessore della Provincia Fattorini disponibile ad altri eventi di questo genere, l’Assessore allo Sport Vito Guerriero, il Presidente del Coni di Viterbo Livio Treta ed il Coordinatore di Educazione Fisica dell’Ufficio Scolastico di Viterbo Tonino Verga.
“Sono trent’anni che organizzo manifestazioni sportive di ogni genere e Giochi Senza Frontiere è tra quelle che mi ha dato più soddisfazione – ci dice Nuccio Chiossi – da lassù anche De Coubertin si sarà divertito, sicuramente questo è il vero gioco che lui intendeva, tutti hanno partecipato non solo con l’intento di vincere o ben figurare ma per stare bene, con se stessi e con gli altri.
Al termine tutte le squadre hanno espresso il desiderio di tornare per rivivere questa bella esperienza ed anche per visitare con più calma la bella città di Viterbo.