ANNO 27 n° 260
Partecipate e consulenze, l’IdV chiede il rispetto delle leggi

Riceviamo e pubblichiamo:

Negli ultimi due anni le cronache locali si sono spesso occupate delle partecipate del Comune e della Provincia di Viterbo. Buchi di bilancio, inchieste, dimissioni, rinnovi di CDA, fusioni, assunzioni, cause del lavoro, ripianamento dei debiti, tutti temi riguardanti le partecipate, le società nate per la gestione di servizi pubblici.

Il quadro generale è piuttosto confuso, i cittadini disorientati, rimane la percezione di qualcosa che non va, dell’incapacità della politica di controllare l’andamento di queste società, si ha la netta sensazione che il rapporto tra Amministrazioni Locali e le partecipate non sia così limpido e corretto come la gestione della cosa pubblica richiederebbe. I palazzi in cui si amministra appaiono oscuri, avvolti da una fitta nube di silenzio, di vergogna, di taciti accordi e di illegalità. Già, avete capito bene, illegalità.

Quello che l’Italia dei Valori oggi vuole denunciare è la violazione di leggi nate per la trasparenza, per il contenimento delle spese, per impedire che queste società si trasformino in uno strumento clientelare in mano ai partiti, in particolare la Legge 662/96, il D.Lgs 165/2001, la Legge 296/2006, la Legge 244/2007 che contengono al loro interno tutta una serie di precise disposizioni riguardanti le società partecipate e le consulenze che devono essere note a tutti i cittadini e per la cui efficacia è necessario che siano pubblicate sui siti istituzionali delle Amministrazioni stipulanti.

La nostra battaglia per la trasparenza in Provincia è già iniziata a fine giugno con una interrogazione in merito e per cui attendiamo una risposta dal presidente Meroi essendo ormai trascorsi 30 giorni dalla presentazione. Per quanto riguarda il Comune di Viterbo, l’Italia dei Valori preannuncia un esposto affinché venga garantito ai cittadini il diritto di sapere come, dove e perché viene speso denaro pubblico.

Federico Chiovelli

Coordinamento Provinciale Idv




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