ANNO 27 n° 259
Parà delle Folgore morto a Tarquinia,
la Procura: ''Il Lince 1 non è sicuro''
In 7 rischiano il processo per omicidio colposo e lesioni gravi
21/02/2013 - 04:00

VITERBO - Sette militari potrebbero finire sotto processo con l’accusa di omicidio colposo e lesioni gravi in relazione all’incidente avvenuto sull’Aurelia, tra Tarquinia e Montalto di Castro, il 25 febbraio 2011, nel quale morì il parà della Folgore Nicola Casà. Il militare faceva parte dell’equipaggio del blindato Lince 1, che intorno alle 16,30, sbandò, fini fuori strada e si ribaltò più volte su se stesso. Tutti i militari a bordo del mezzo diretto a Grosseto dopo aver preso parte a un’esercitazione, rimasero feriti, due dei quali in modo gravissimo. Casà, 24 anni, originario di Raffadati, in provincia di Agrigento, morì poco dopo il ricovero al policlinico Gemelli di Roma.

Le indagini condotte dalla procura della Repubblica di Civitavecchia, competente per territorio, hanno accertato che il Lince 1 non tiene stabilmente la strada a una velocità superiore ai 65 chilometri orari. L’esito delle indagini, suffragato dalla perizia disposta dal Pm Lorenzo Del Giudice, ha suscitato forti perplessità circa l’utilizzo del blindato in dotazione ai militari italiani impegnati in varie missioni di pace, in primo luogo in Afghanistan.

La scarsa sicurezza del Lince 1, classificato come veicolo tattico leggero multiruolo, secondo quanto si è appreso, è stata verificata dai periti incaricati dalla procura di eseguire una serie di accertamenti tecnici, tra i quali la tenuta di strada. Verifiche che sono state eseguite utilizzando un mezzo identico a quello coinvolto nell’incidente, messo a disposizione dell’Esercito.

Ieri, il magistrato ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini agli indagati. Per tutti loro si prospetta ora la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo e lesioni gravi. Si tratta del capo equipaggio del mezzo, Luca Fois, anch’egli gravemente ferito, Aldo Miscioscia, del comando logistico dell'Esercito, Marco Sulpizio, Claudio Oliviero, Marcello Di Monte, Giovanni Poletti.




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