ANNO 27 n° 267
Patto di fine legislatura e Marini resta in Comune
Il sindaco ha già programmato il ''calendario'' delle consultazioni
15/12/2011 - 13:49

VITERBO – Non è intenzionato ad attendere la comunicazione del presidente della Camera Gianfranco Fini per scegliere tra Montecitorio o Palazzo dei Priori. E’ suo intento decidere prima di Natale o, al più tardi, prima della ripresa dei lavori parlamentari dopo la sospensione per la festività. Tanto che, il giorno dopo la pronuncia della Giunta per le elezioni della Camera che, recependo la sentenza della Corte Costituzionale dell'ottobre scorso, ha dichiarato incompatibili la carica di sindaco di città con più di 20 mila abitanti con quella di parlamentare, ha già programmato il “calendario” delle consultazioni.

''Sabato mattina – spiega – incontrerò i gruppi di maggioranza e chiederò a tutti i componenti, singolarmente, se intendono sostenere con convinzione e unità un programma di fine legislatura. Se la risposta sarà positiva potrei rinunciare al seggio in Parlamento. Al contrario, se non ci dovesse essere coesione e condivisione, non potrei che mollare Palazzo dei Priori.

''Ovviamente, qualunque dovesse essere la scelta finale - precisa Marini -, la concorderò con il presidente del gruppo Fabrizio Cicchitto e con i responsabili regionali del partito''.

''Io – conclude - sarei propenso a rimanere sindaco, anche per non far commissariare il Comune in un periodo che potrebbe essere cruciale per il futuro. Dobbiamo redigere il nuovo piano regolatore in funzione della costruzione dell'aeroporto e lavorare alle infrastrutture necessarie. Ma voglio verificare che il mio partito e la maggioranza, come spero, sia coesa e determinata''.

A premere per quest’ultima soluzione, secondo quanto si è appreso, sarebbero anche i capi del Pdl regionali i quali temono che si andasse ad elezioni anticipate, ci sarebbero forti probabilità che il centrodestra perda il Comune di Viterbo, che guida ininterrottamente da quattro legislature. E ritengono che solo Marini, ricandidandosi, potrebbe avere discrete chance di vittoria.

E il sindaco in sarebbe intenzionato a far pesare, e tanto, il “sacrificio” che gli sta per essere chiesto. Come? Mettendo in riga il gruppo parlamentare, imponendo alle correnti e ai singoli consiglieri di riporre tutti gli “appetiti”, chiedendo e ottenendo “pieni poteri” sulla formazione della giunta. Insomma, nell’anno e poco più di legislatura che rimane, Marini vorrebbe “carta bianca”. Altrimenti tutti a casa… e lui a Montecitorio.

Nel Pdl, tuttavia, c'è anche chi preferirebbe lo scioglimento anticipato del consiglio e le elezioni anticipate. Una scelta ''disperata'' per chi, rimasto ai margini, potrebbe tentare di giocare le ultime carte per riconquistare un ruolo.

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