

Riceviamo e publichiamo:
Anche stamattina, come tutte le mattine, mi arrivano chiamate, e molte, da amici e conoscenti che presi da un forte senso di "compassione", chiamano per cercare di rallegrarmi la giornata. Ovviamante chiamano sapendo quale è, in quel preciso momento, la causa del mio mal di stomaco. Alzarsi ogni mattina con la paura e il terrore per la possibile pubblicazione di qualche articolo di ex dirigenti del partito in cui militi, diventa una abitudine deleteria e fastidiosa per il proprio stomaco. E come sempre eccoci, noi giovani dirigenti del PD, a dover giustificare con amici e conoscenti l'ennesimo articolo volto a destabilizzare l'ambiente e volto a rompere quei sottili fili che dopo il congresso stiamo provando a tessere.
Il progetto del PD è un progetto bello, ambizioso e difficile. Se nel partito ci sono delle persone che non si ritrovano più nei fondamenti di questo progetto a me dispiace, perché comunque è un movimento giovane, è un partito ancora da valorizzare. D'altra parte però, tesserarsi ad un partito non significa assolutamente vendere l'anima a quel movimento, quindi è naturale che se vengono meno i presupposti iniziali, ogni soggetto può anche allontanarsi definitivamente da quel progetto. Questo gioco che si consuma di continuo, è un gioco al massacro che sinceramente non giova a nessuno dei giocatori, tantomeno a quelli meno esperti o a quelli TROPPO esperti.
Se non si ha più la voglia di partecipare, bisogna mettersi da parte. Se quando si parla di politica non ci si INFERVORA più, bisogna mettersi da parte. Se non si è più liberi di dire quello che si pensa, bisogna mettersi da parte. Io non avrò di certo capacità di orazione politica ciceroniana, ma sono chiaro in quello che dico e non mi nascondo dietro a vecchi clichè. La definizione di uomo politico implica, nel mio modestissimo modo di pensare, anche la capacità e l'intelligenza di capire il momento e di capire che la poltica e lo stare nel mondo politico non sono un lavoro, non si firma un contratto a tempo inderminato. Ci sono uomini che non vogliono guardare in faccia la realtà, ci sono uomini che preferiscono bastonare un intero partito invece di ammettere la propria sconfitta.
La vera sconfitta di questo partito è una e unica. Non aver la volontà di dimenticare il passato.
Un uomo che vive di passato e che non guarda al futuro per migliorare la nostra società e il nostro partito, politicamente, è un uomo completamente estraneo alla realtà. La società è cambiata. Non esiste più la Democrazia Cristiana, non esiste più il Partito Comunista. Citare sempre esperienze vecchie di molti anni vuol dire non avere argomenti per il futuro. E se non si hanno argomenti per il futuro è meglio uscirne dalla politica, perchè vuol dire che non si è capita ancora a fondo la profonda frattura creata tra politica e società. Ma davvero crediamo di recuperare voti, iscritti e credibilità continuando, in ogni occasione, a parlare di Comunismo o di Democrazia Cristiana?; non si può militare in un partito aspettando la possibile formazione di un terzo polo, che dovrebbe riproporre in Italia quello schema di vecchia politica in cui il signor BERLUSCONI sguazza a meraviglia.
Il mio è uno sfogo sincero, causato semplicemente dalla certezza che in questa città e in questa provincia, dove anche noi a volte abbiamo sbagliato, è possibile creare un alternativa a questa amministrazione impotente e populista, proponendo idee (come quella del sindaco Bengasi Battisti, idea credo realizzabile e di enorme impatto sociale), creando laboratori e valorizzando volontariato e associazionismo in una contenitore unico e comune che non deve essere semplice lista elettorale ma deve diventare un movimento di idee e partecipazione.
Non si tratta di "rottamare" gli anziani, si tratta a questo punto di prendere decisioni serie. In questo partito ci sono persone che ci credono, ci sono persone che lavorano per farlo diventare un movimento moderno, europeo e che possa dare una vera svolta a questa città ingessata e bloccata. Una città ferma, in cui tutti i servizi sono antiquati, in cui non si respira aria di futuro e riscatto, le tematiche devono essere altre. La produttività, la disoccupazione giovanile, le energie alternative, questo piano sanitario disastroso in cui logiche economiche dominano la salvaguardia della salute dei cittadini, queste sono le tematiche fondamentali che possono portare tutti i soggeti che non si ritrovano in questa amministrazione, a creare i presupposti di quel cambiamento voluto e carcato da molti.
In questa città in cui molti scelgono questa immobilità sociale per convenienza, sia politica che economica, il nostro partito, il PD, movimento serio e onesto, deve giocare un ruolo primario, conoscendo le priorità e sapendo che a volte il parlare sempre e solo di congressi o giochi di palazzo è caretteristica principale degli inconcludenti.
A tal proposito in questa settimana tutti i coordinatori del nostro partito si riuniranno per decidere insieme i prossimi passi in modo democratico e partecipato. E credo che lo sviluppare idee, migliorare la nostra città con iniziative serie e concrete sia il miglior modo per contrastare i disfattisti.
Innocenzi Roberto
Coordinatore II circolo Viterbo.