ANNO 27 n° 279
Pd: Presentata la candidatura di Enrico Panunzi alla Elezioni Regionali

Parte da Canepina, e non poteva essere altrimenti, la corsa di Enrico Panunzi alla carica di consigliere regionale per il Partito democratico: Panunzi, presidente dell’Ater, è stato sindaco del centro cimino per 13 anni, dal 1992 al 2005. E nel salone Quarto Stato, davanti ad una platea di circa 300 persone giunte da tutto il comprensorio (Soriano, Vallerano, Vignanello, Fabrica, Civita Castellana: anche l’assessore provinciale Stefano Di Meo), è stato dato il via, come ha ricordato il presidente del Pd di Viterbo Andrea Egidi, “ad una candidatura forte, autorevole, che ha fatto tornate nella gente la voglia di far politica. Enrico è un uomo delle istituzioni, che lui ha sempre rispettato, non piegando mai la schiena. Non a caso gode di un consenso che va anche al di là del nostro schieramento: certi di questa autorevolezza andremo in giro per la Provincia a chiedere il voto per un candidato serio, onesto e preparato, che sa ascoltare la gente ma anche leggere un bilancio”.

A prendere la parola, prima di Egidi e del segretario locale del  Pd Annibale Panunzi, il sindaco di Canepina Maurizio Palozzi: “Sono numerosi i motivi che ci spingono a sostenere la candidatura di Enrico Panunzi, ne elencherò solo tre. Per noi rappresenta innanzi tutto un amico, sempre disponibile in ogni occasione.  Per Canepina, inoltre, si tratta di un evento importante, che non capita tutti i giorni. Accanto però alle ragioni personali e affettive, c’è anche un altro aspetto che tutta la Tuscia conosce: spesso siamo stati costretti a votare il candidato meno peggiore, stavolta voteremo il più bravo. Non a caso il Pd lo presenta alla Regione”.

Panunzi, nel suo discorso, ha usato toni netti e chiari. “Chi si candida agisce su delega dei cittadini e ai cittadini deve rispondere: i politici chiedono voti per incidere sulla vita delle persone, non possono pensare, poi, di vivere con fastidio il rapporto con la gente. Non ci devono essere uomini soli al comando, serve invece partecipazione: tutti siamo utili, per questo io dico che siamo tutti candidati alla Regione”. Un accenno anche a come si è giunti a questa candidatura: “Non è stato semplice accettare, qualcuno ha detto che si è trattato di pretattica: non è così, quello del consigliere regionale è un ruolo che richiede dedizione e sacrificio che magari avrei potuto usare da qualche altra parte. Io sono adulto, ma tentare di fare qualcosa per chi è più giovane di me mi stimola molto. All’interno del Pd si è parlato tanto in questi mesi di primarie, rinnovamento, quote rosa: bene, noto con dispiacere che tutto ciò non c’è stato, non sono state rispettare le linee del congresso, rischiando di costruire un partito in cui c’è sempre chi porta l’acqua e chi la beve”. Alla fine spazio alla commozione: “Sono un figlio di Canepina, che anche in altri momenti mi è stata vicina: stavolta vi chiedo di portare questo figlio insieme a voi in Regione”.




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