ANNO 27 n° 264
Pero Nullo solista che fa la differenza
Il numero 10 gialloblù ha marchiato a fuoco al sua prova contro la Pianese
18/09/2012 - 04:00

di Domenico Savino

L’importanza di avere un solista integrato con il gruppo. Matteo Pero Nullo è l’arma per risolvere le partite complesse. Lui prende per mano la squadra e di conseguenza i compagni si fidano delle sue giocate, dei suoi movimenti leggiadri, delle sue piroette per saltare avversari. Pero Nullo ha un repertorio vasto: ottimo nel breve, ha fiato nelle lunghe ripartenze: porta palla quanto basta, si mette a disposizione degli altri muovendosi su tutto il fronte offensivo facendo anche oscillare il modulo che non resta mai 4-3-3.

Ha i colpi che utilizza come grimaldelli quando deve far male (agonisticamente parlando) alle difese che per seguire i suoi movimenti finiscono per liberare spazi. Pero Nullo sente la porta: cerca sempre la conclusione capisce quando è il momento di provarci anche per scuotere i compagni. E’ uno di quei giocatori che spaccano la partita inclinandola dalla propria parte: proprio quello che ha fatto contro la Pianese con cui sembra avere un conto in sospeso.

Anche in Coppa Italia ha combinato gol e giocate sopraffine. Ma Pero Nullo ha anche un’altra caratteristica: pensa la giocata prima di farla, ogni volta che va in possesso del pallone sa come comportarsi: non improvvisa perché le qualità che madre natura gli ha concesso sono diverse e quindi se lo può permettere.

E’ la qualità più importante che possa possedere un calciatore perché gli consente di essere imprevedibile, difficilmente marcabile perché quando si pensa di averne frenato l’incedere lui cambia passo, si gira da un’altra parte o semplicemente cede il pallone al compagno più vicino. E in tutta questa analisi manca Vegnaduzzo che paga ancora la dura preparazione e non è entrato in piena forma(comunque è suo l’assit per il raddoppio di Scardini, altra punta dal piede caldo): a breve i solisti saranno due, forse tre, ed è giusto che la Viterbese se li tenga stretti.

Non è un caso che nell’esordio contro lo Sporting la sua vena poetica sia venuta meno e la Viterbese abbia pareggiato: domenica scorsa a Caldine ha creato scompiglio, ma ha trovato un portiere in giornata di grazia. Contro la Pianese ha modificato l’inerzia di una partita che poteva farsi complicata per la Viterbese, il cui cambio di passo tra primo e secondo tempo è stato evidente. E non si può spiegare solo con l’atteggiamento meno rinunciatario della Pianese che ha dovuto per forza di cose scoprirsi lasciando varchi in cui i gialloblù si sono tuffati con successo.

C’è una variazione al tema sostanziale: c’è una squadra che corre di più che diventa padrona del campo, che alza il ritmo e si avvicina al gol: lo costruisce e la pennellata di Pero Nullo è naturale conseguenza. C’è la mano di Farris che con una mossa inserisce Giacinti per Gamboni (in ombra): e la squadra trova più equilibrio perché Giacinti è più mezz’ala di Gamboni, si offre come alternativa nel gioco a Travaglione e quando esce il play maker perché esausto si dimostra versatile andando ad occupare il posto davanti alla difesa.

Gamboni preferisce giocare qualche metro più avanti, si adatta in un centrocampo a tre e ora toccherà a Farris decidere se preferirli l’ex Latina e lasciare intatto il 4-3-3 oppure cambiare e varare una sorta di 4-2-3-1, con due soli mediani e Gamboni all’altezza di Pero Nullo e Scardini (che giocherebbe qualche metro più indietro). L’orchestra inizia a suonare, tanto agli acuti ci pensa il solista.

Diverso il discorso che riguarda la Flaminia. A Pierantonio Puccica ha ritrovato quel gruppo che in settimana sembrava aver smarrito il senno. Continua a creare tanto la banda rossoblù e a sprecare la fatica di tanto costrutto. Ma il gol del pareggio a otto dalla fine di Lazzarini può essere la scintilla: perché ripaga delle tante fatiche, perché è il senso di un profondo lavoro che rischiava di essere sciupato in un’altra domenica maledetta. Il calcio restituisce il merito che per questa volta è tutto di Flaminia e Viterbese.

I MARCATORI

3 GOL: Mancini (Trestina); Tomassini (Casacastalda)

2 GOL: Berradi (Pierantonio); Kouko (FiesoleCaldine); Polidori (Sporting Terni); Di Vito (Lanciotto); Essoussi (Sansepolcro); Marinelli (Pontevecchio); Scardini (Viterbese); Marri e De Luca (Casacastalda)

1 GOL: Testa, Secci, Gentili e Rubechini (Arezzo); Baldacci (Pontevecchio); Gorini e Cuccolini (Sansepolcro); Invernizzi, Urbanelli e Sorrentino (Bastia); Mariotti (Scandicci); Polito (Trestina); Zuppardo, Cavitolo e Francesconi (Vol. Spoleto); Goretti (Casacastalda); Pero Nullo (Viterbese); Garat e Lazzarini (Flaminia); Bastogi, Petroni e Benedetti (Lanciotto); Ubaldi (Castel Rigone); Porricelli e Ventanni (Deruta); Bartolozzi e Mussi (FiesoleCaldine); Tascini (Todi); Cardarelli e Mattia (Sporting Terni); Iannazzo (Pierantonio); Menichetti e Pagnotta (Scandicci).




Facebook Twitter Rss