

VITERBO - E’ altamente probabile che Viterbo non avrà il tanto agognato aeroporto, è anche pressoché scontato che del raddoppio della Cassia tra Monterosi e il Capoluogo si continuerà a parlare nei prossimi cinquanta anni. Cià che invece è certo è che Viterbo, carte alla mano, non avrà il temuto termovalorizzatore.
Stando alla bozza del nuovo piano rifiuti del Lazio, infatti, oltre ai quattro impianti già individuati, è scritto nero su bianco che "la regione non necessita di ulteriori termovalorizzari e gassificatori". Quindi, i rifiuti di tutto il Lazio dovrebbero essere bruciati a Malagrotta, San Vittore, Colleferro (funzionanti) e Albano (non ancora costruito e quale pende una sentenza del Tar che potrebbe bloccarlo). Nella bozza, secondo quanto si è appreso, non si fa cenno ad altri impianti, né a Roma, né nelle altre province.
Una buona notizia, quindi, per il presidente della Provincia Marcello Meroi che, nei giorni scorsi era stato arruolato nella schiera dei sostenitori del termovalorizzatore made in Tuscia, a causa del “fraintendimento” di una sua dichiarazione. E se la bozza del piano non dovesse subire modifiche, le buone notizie diventerebbero due, in quanto Rieti dovrebbe organizzarsi in proprio e i suoi rifiuti non verrebbero più smaltiti nel Viterbese.
Quanto alla raccolta differenziata, il piano recepirebbe il decreto legislativo 152 del 2006 e fissa l'obiettivo del 65% entro il 31 dicembre 2012. Nel documento, circa 500 pagine, legge: "Il presente Piano nasce con lo scopo di uniformare e razionalizzare la programmazione che si è susseguita nel tempo, aggiornare la pianificazione al mutato quadro nazionale superare l'emergenza rifiuti nella regione Lazio".
Circa gli ambiti territoriali ottimali (Ato), in cui gestire il ciclo dei rifiuti, il piano suddivide la regione in 5 sub-ambiti che corrispondono più o meno con il territorio delle province di Roma, dFrosinone, Latina, Rieti e Viterbo. E in questo modifica il precedente piano-Marrazzo che prevedeva due ambiti separati tra il comune di Roma e la sua provincia. La diretta conseguenza di questa previsione è che si permetterebbe a Roma di localizzare impianti o discariche di servizio anche fuori dal territorio comunale.
Passando al fronte delle discariche, il piano non prevederebbe più quella di Malagrotta ma non darebbe indicazioni sulla localizzazione della nuova discarica comunale che, sarà determinata in un momento successivo all'approvazione del piano da parte della giunta.