ANNO 27 n° 266
Piccole e medie imprese della Tuscia a Bruxelles
Le PMI sono il presente ed il futuro del sistema economico locale, nazionale ed europeo. Sostenerle per agganciare i timidi segnali di ripresa che si registrano significa in primo luogo ascoltarla, per comprendere i reali disagi di una dimensione d’impresa da sempre in affanno per l’eccesso di burocrazia, gli oneri fiscali, le difficoltà di accesso al credito, la mancanza di infrastrutture, i ritardi nei pagamenti. E’ lungo l’elenco delle priorità che la Federlazio ha presentato alle istituzioni europee. Lo ha fatto nel corso di una tre giorni di visita a Bruxelles, alla guida di una delegazione di imprenditori viterbesi, su invito dell’europarlamentare Marco Scurria, coordinatore del PPE alla commissione cultura .

Con il presidente Rino Orsolini ed il direttore Giuseppe Crea, hanno partecipato il vicepresidente, Augusto Gigliozzi, il presidente del settore Ceramica di Federlazio, Gianni Calisti e l’imprenditore Luigi Todaro. E’ stato un significativo momento di incontro e confronto tra il mondo della piccola e media impresa locale e gli organismi comunitari, che ha consentito di far confluire sul tavolo le competenze, le esperienze, le attese ed i suggerimenti in ordine alle principali criticità che frenano la ripresa economica.

Due gli obiettivi del viaggio: quello di fornire agli imprenditori ed alla loro Associazione di rappresentanza, il giusto orientamento sulle numerose opportunità che l’UE offre attraverso i suoi bandi e fondi.

Secondo, quello di far sentire la voce della piccola e media impresa, che ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo a causa della crisi economica internazionale. “E’ stata un’esperienza esaltante, carica di impegni e responsabilità , afferma il presidente della Federlazio di Viterbo, Rino Orsolini. Abbiamo pensato che fosse importante creare un contatto diretto e durevole con il Parlamento europeo e le altre istituzioni, per conoscere dall’interno il reale funzionamento della macchina comunitaria. E’ stato gettato un ponte tra l’Europa e il sistema imprenditoriale locale, per dar voce alle PMI, stimolare, promuovere, sollecitare politiche di sostegno a misura delle priorità e delle prospettive di rimettere in moto l’economia, a cominciare dal Distretto Industriale di Civita Castellana, simbolo dell’eccellenza del made in Italy”. Molti i temi nella fitta agenda degli incontri. Tra questi, particolare attenzione è stata riservata alla progettualità inerente i fondi europei; alla complessità normativa; alla mancanza di personale qualificato ed al ruolo della formazione; alla ricerca e innovazione, all’accesso a network e reti telematiche. Di rilievo l’incontro dedicato alle attività di sostegno dell’UE a favore dell’inserimento delle imprese in Europa e nel mercato globale. Il lancio di un’azienda oltre i confini nazionali comporta l’ingresso in nuovi mercati, con aumento delle opportunità commerciali, ma anche delle regole a cui uniformarsi. La UE – è stato osservato – deve adoperarsi a snellire la burocrazia , semplificare ed armonizzare le normative.

La Commissione Europea intende aiutare le Piccole e medie imprese ad espandersi all’estero ed accedere ai mercati extraUe, grazie a centri di sostegno alle imprese che stanno per essere istituiti in Cina e India. Le PMI, inoltre, possono beneficiare di programmi specifici, quali l’executive training programme & Gateway, finalizzato al sostegno delle aziende che intendono esportare in Paesi terzi.

“Il programma – illustra il direttore della Federlazio,Giuseppe crea – è attivo dal 1992 ed ha consentito di accompagnare nel solo mercato giapponese oltre duemila imprese europeee, di cui 150 italiane, per un totale di 83 missioni commerciali. Riguarda molteplici comparti industriali e quello dell’ “Interior Design” è di sicuro interesse per le aziende ceramiche del Distretto Industriale di Civita Castellana”.

Il confronto della delegazione Federlazio con l’on. Raffale Baldassarre, vicepresidente della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, ha consentito, poi, di affrontare un tema molto avvertito e che coinvolge particolarmente le aziende italiane, in questo momento critico di congiuntura economica: quello dei ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali, specie nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, che impiegano mediamente 128 giorni, rispetto ai 67 della media europea. Gli effetti negativi a danno delle imprese creditrici sono considerevoli: pregiudicano i flussi di cassa, riducono le possibilità di investimento, compromettono la competitività e mettono a repentaglio la vita stessa delle imprese.

E’ all’esame del Parlamento europeo una proposta di direttiva, che considera i ritardi di pagamento una iniqua violazione contrattuale, che deve avere delle conseguenze risarcitorie, in quanto lesiva dei principi di competitività.

“Si tratta di un provvedimento, che una volta approvato – afferma Giuseppe Crea – avrà effetti epocali sia per gli acquisti di beni e servizi da parte della PA, sia per i rapporti commerciali fra privati. Si tratta anzitutto di una misura “anticiclica”, di fronte all’attuale congiuntura economica: attraverso un maggior flusso di denaro e liquidità per le imprese creditrici, si darà impulso alla ripresa dell’economia. Imporrà,inoltre, rapporti positivi fra le imprese, non solo con le pubbliche amministrazioni ma anche nei pagamenti con i privati.

Sia la PA che le imprese private, che non rispetteranno i termini di pagamento, saranno soggette a sanzioni rappresentate da interessi del 9%. Un principio innovativo e rivoluzionario e conoscendo gli attuali atavici ritardi, specie negli appalti pubblici, auspichiamo che l’Italia recepisca tale direttiva europea al più presto e senza stravolgerne i contenuti essenziali”.

“La sensazione – commenta Rino Orsolini – è che ci sia ancora molto da fare per conseguire l’obiettivo del miglioramento della condizione della piccola e media impresa , ma in questi tre giorni di intenso lavoro abbiamo potuto riconoscere ed apprezzare quanto lavoro sia stato fatto sino ad oggi, considerando questa dimensione d’impresa come la principale forza propulsiva dell’occupazione e dell’integrazione sociale in Europa. Il rapporto avviato con le istituzioni comunitarie deve essere consolidato e sviluppato. Per questo la Federlazio ha invitato l’europarlamentare Marco Scurria ad un incontro con le imprese del Distretto Industriale di Civita Castellana, che si terrà nelle prossime settimane”.



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