

VITERBO – “Tutto passa dal completamento di Belcolle e dall’attuazione del progetto che prevede i lavori nel settore A3, presentato 8 mesi fa. Se si costruisce ciò che è stato fermo per decenni il piano prende un’altra connotazione”. Così il direttore generale della Asl, Adolfo Pipino, ha commentato i vari interventi dei primi cittadini durante la conferenza dei sindaci sulla sanità che si è svolta stamani.
“Io difendo i nostri centri di eccellenza e mi dispiace quando qualcuno li critica – ha aggiunto -. Non necessariamente il cambiamento deve essere visto in modo negativo, ad esempio io non sono contrario all’ospedale distrettuale, che deve essere sperimentato ed eventualmente corretto, come neanche la macroarea deve essere bocciata a priori”.
Parlando di Belcolle, che dovrà essere la struttura di riferimento per la sanità viterbese, Pipino ha sottolineato la necessità di evitare la chiusura del reparto di terapia intensiva neonatale: “Se Belcolle entro dicembre deve diventare un Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello, è impensabile che venga tagliato questo reparto”.
Per quanto riguarda i nosocomi di Montefiascone e Ronciglione, invece, il direttore generale proporrà al commissario ad acta Polverini una loro trasformazioni in padiglioni ospedalieri di Belcolle: “In questo modo – ha aggiunto – a Montefiascone, ad esempio, ci potrebbe essere geriatria”.