

di Alessia Serangeli
VITERBO – Era finito in manette il 28 febbraio scorso perché ritenuto il responsabile dell’incendio appiccato alle prime luci dell’alba in via Gai, nel centro storico di Bassano Romano, abitato da una 50enne di nazionalità romena.
'Sì, sono stato io. Mi ero invaghito di lei: per attirare la sua attenzione ho cosparso di benzina lo zerbino e poi ho dato fuoco ad uno scottex gettandolo sul pavimento”.
Così, G.B., 48enne del posto, davanti ai carabinieri del maresciallo Andrea De Fusco che, dopo averlo tratto in arresto, lo avevano condotto in caserma per interrogarlo.
Stando a quanto lui stesso aveva raccontato, tra i due non c’era mai stata una relazione; anzi: il 48enne non era nemmeno stato respinto dalla romena. Ascoltato dai militari, infatti, aveva riferito di non essersi mai fatto avanti, ma di aver agito soltanto per attirare la sua attenzione.
(All’ipotesi di un mazzo di fiori o di un invito a cena proprio non aveva pensato).
All’indomani della confessione e della traduzione nel penitenziario viterbese, l’uomo era stato sottoposto ad interrogatorio di garanzia e il gip aveva convalidato l’arresto, respingendo l’istanza dell’avvocato difensore che aveva chiesto una misura meno restrittiva. Che, invece, è stata concessa ieri mattina e tramutata in obbligo di firma.
La difesa non ha abbandonato l’intenzione di far sottoporre il 48enne ad un consulto medico per accertare eventuali problemi psichici.