Più uomini in campo contro gli infortuni sul lavoro
La Ausl di Viterbo consolida il suo impegno contro l’inaccettabile fenomeno sociale delle morti bianche e per prevenire il più possibile il verificarsi di incidenti sui luoghi di lavoro.
Per l’anno 2009, infatti, l’azienda sanitaria della Tuscia potenzierà di ben quattro unità il Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (SPISLL), diretto da Augusto Quercia.
Si tratta di tre tecnici per la prevenzione concessi all’Unità operativa in sede di negoziazione di budget per l’anno in corso, e di un tecnico il cui contratto a tempo determinato sarà finanziato dai fondi regionali per gli interventi straordinari finalizzati alla prevenzione sui luoghi di lavoro.
“Potenziare un servizio in tempi come questi – afferma il direttore generale della Ausl di Viterbo, Giuseppe Aloisio – non è cosa di poco conto. Abbiamo assunto questa decisione, tuttavia, per moltissime buone e nobili ragioni. In primo luogo, è nostra convinzione che in una società, che voglia definirsi civile, non è possibile continuare a leggere sui giornali di casi di incidenti sui luoghi di lavoro, spesso mortali. La direzione strategica della Ausl, anche attraverso quest’azione, ha inteso accogliere gli appelli che da più parti sono giunti affinché si rafforzasse la struttura diretta dal dottor Quercia, che già sta lavorando molto bene. Voglio ringraziare, dunque, tutte quelle voci che si sono fatte sentire e che hanno contribuito al raggiungimento di questo primo risultato. Parlo, ovviamente, delle forze politiche e sindacali presenti sul territorio e di quella stampa locale che, attraverso la denuncia puntuale dei casi di cronaca, ha fatto della contrapposizione alle morti bianche una sorta di missione etica e morale, propedeutica alla costruzione di una provincia moderna e solidale”.
Ma la scelta di mettere in campo più uomini per lo Spisll ha anche una spiegazione di lungo periodo.
“Ogni persona che si infortuna mentre sta lavorando – spiega Giuseppe Aloisio –, oltre al fatto di avere delle ripercussioni negative indecifrabili per se stesso e per la propria famiglia dal punto di vista sanitario, psicologico, economico, rischia anche di diventare un costo considerevole per la società e per il sistema sanitario, i quali sono chiamati doverosamente a prendersi cura di lui. Estendere la prevenzione, le azioni di controllo, l’informazione, incoraggiare tutte quelle iniziative che servono a diffondere la cultura della sicurezza: sono tutti investimenti sul futuro che noi oggi intendiamo sostenere per migliorare lo stato attuale delle cose”.