

VITERBO – E’ stato un derby. E come tutte le gare che hanno il sapore del campanile ha regalato tante emozioni, tensione che si taglia a fette, agonismo esasperato e cartellini rossi che fioccano (quattro per la precisione): Pianoscarano – Castrense (Promozione laziale girone B) ha riscaldato il pomeriggio di domenica 3 febbraio. A Viterbo tirava un fortissimo vento di tramontana, ma la temperatura in campo era ben più elevata.
A condire la contesa ci ha pensato anche l’arbitro, Carrara di Lucca, che ha fischiato la fine della gara con qualche minuto di anticipo rispetto al canonico novantesimo. Poi si è accorto del macroscopico errore ed è rientrato in campo facendo disputare i restanti quattro minuti. Lo ha potuto fare perché sul regolamento è contemplata questa casistica e quindi la gara è terminata regolarmente. C’è stato anche un rigore sbagliato da parte del Pianoscarano: il portiere grottano Cima ha ipnotizzato Salvitti.
Non sono mancate le polemiche, succo di queste sfide fratricide. Sul campo è finita 0-0 senza né vinti, né vincitori. Il Pianoscarano continua a dimenarsi nelle ultime posizioni, a caccia di una salvezza che passerà dalla conquista dei play out. La Castrense resta in testa alla classifica del campionato e mantiene due punti di vantaggio sulla diretta inseguitrice, la squadra romana del Grifone Monteverde).
Polemiche che non si spengono a quarantotto ore di distanza. C’è il difensore della Castrense Cosenza che è stato colpito duro alla testa e da questo episodio è nata una rissa che ha coinvolto i ventidue in campo e ne hanno fatto le spese Provenzano e Chiarabini per il Pianoscarano, Turay e De Francesco per la Castrense. Evidentemente l’arbitro è andato in confusione, ha perso la bussola, fischiando la fine anticipata., per poi ripensarci.
La Castrense è furiosa per il comportamento della giacchetta nera e per quello del Pianoscarano e ha preannunciato reclamo. i rionali viterbesi rispondono per le rime. E’ direttamente dalla bocca del direttore generale Gianluca Grossardi, arrivano le puntualizzazioni: “Premettiamo immediatamente che il nostro tesserato, autore di un gesto non sportivo, ha chiesto scusa immediatamente anche entrando nello spogliatoio avversario a fine partita. Nella serata di domenica ha anche chiesto scusa a tutta la squadra. Pagherà le conseguenze attraverso le squalifiche ufficiali, di certo la nostra società non giustifica il comportamento”.
Grossardi aggiunge sale alla discussione: “Attenzione però a non ingigantire l’errore di Provenzano, il gesto di reazione c’è stato ma non così violento come qualcuno vuol far credere, come dimostra il fatto che l’avversario ha concluso regolarmente la gara lasciando autonomamente lo stadio. Il Pianoscrano non vuole essere additata come società violenta o maleducata quando sono i referti ufficiali di gara che decretano i pochi cartellini rispetto agli avversari. Siamo una società attenta al settore giovanile e organizziamo trasferte organizzate per permettere ai tesserati di assistere alle partite di Serie A”.