ANNO 27 n° 276
Possibile chiusura della Residenza Sanitaria Assistenziale Sorrentino di Faleria
Riceviamo e pubblichiamo.

-Al Presidente della Giunta Regionale del Lazio
e.p.c. -A S.E. Il Prefetto di Viterbo
-Al Direttore Generale AUSL Viterbo
-Al Direttore del Gruppo SEGESTA-COFISAN
-Al Direttore ACCSI AUSL Viterbo
-Agli Organi di Informazione
LL.SS.

Questa organizzazione sindacale, è costretta a chiedere l’autorevole intervento della S.V., in ordine alla possibile imminente interruzione dell’attività della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) Sorrentino di Faleria (Gruppo Segesta-Cofisan) che ospita attualmente circa 50 persone su 70 posti letto autorizzati e dove vi lavorano 44 dipendenti con varie qualifiche: medici, infermieri, terapisti e ausiliari.

La citata struttura, non riceve il pagamento delle rette di degenza da parte della Regione Lazio da alcuni anni ed i responsabili del gruppo COFISAN-SEGESTA, hanno già preannunciato la mobilità ed i licenziamenti per i lavoratori ivi occupati. La difficile situazione economica ampliamente conosciuta, ha raggiunto livelli particolarmente allarmanti nel settore sanitario della Regione Lazio, conferendo alla stessa, caratteristiche di unicità per provvedimenti restrittivi nel panorama italiano. Purtroppo, gli effetti devastanti del cosiddetto “piano di rientro”, stanno minando il tessuto sociale del territorio viterbese e della AUSL corrispondente, rea probabilmente, di essere stata eccessivamente attenta al contenimento della spesa e di aver virtuosamente amministrato.

Tra l’altro, non riusciamo a comprendere quale logica anima le decisioni della Regione Lazio, che da una parte riconosce la carenza nella AUSL Viterbo del numero dei posti letto per Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA ) e dall’altra, non formalizza l’accreditamento dei 50 posti letto, pur essendo autorizzati, al citato Istituto di Faleria. Con tali presupposti, si stanno di fatto gettando le basi per un trasferimento coatto dei pazienti in altri Istituti accreditati ai quali, comunque, andrebbero riconosciuti i corrispettivi economici per le degenze. A questo punto, ci chiediamo dove sarebbe il risparmio, o meglio, quali interessi ruotano dietro tali discutibili posizioni? A S.E. il Prefetto di Viterbo, che legge per conoscenza, chiediamo il Suo autorevole intervento per scongiurare, qualora venissero adottati i citati provvedimenti restrittivi, le conseguenti gravissime ripercussioni sulla popolazione e le pesanti perdite in termini occupazionali.

Il Segretario Provinciale
(Vittorio Ricci)



Facebook Twitter Rss