

VITERBO - Alcuni giorni fa si è tenuto presso la sede della Fondazione Carivit un incontro al quale erano presenti il Presidente Cordelli, il Presidente dell'associazione onlus Janine e Janet Giancarlo Gabbianelli e Padre Stefano Scaringella, il frate cappuccino medico chirurgo viterbese che da oltre 30 anni vive e opera ad Ambanja, nel nord ovest del Madagascar. Con Cordelli, Luigi Pasqualetti, presidente Confagricoltura Viterbo.
L'incontro è stata occasione innanzitutto per ringraziare la Fondazione per l'attenzione che ha dedicato all'attività di padre Stefano, offrendo un sostegno fondamentale perchè le tante azioni portate avanti dal cappuccino viterbese a favore della popolazione malgascia potessero proseguire senza disagi.
“La sensibilità dimostrata dalla Fondazione, prima con il Presidente Perugi, ora con il Prof. Cordelli ci ha motivato ancor di più a proseguire l'operato dell'associazione per Padre Stefano - ha detto il Presidente dell'associazione Janine e Janet Gabbianelli - tredicimila euro sono arrivati in Madagascar e saranno dedicati in particolare all'ultima opera iniziata dal frate cappuccino. Si tratta di una corposa opera di rimboschimento ad alberi di eucalyptus, da destinare una volta cresciuti, alla produzione di legname sia da ardere che per lavori di falegnameria, e all'estrazione dell'eucaliptolo per le case farmaceutiche”.
Ma non è tutto qui: padre Stefano offre alle famiglie dei villaggi questa importante opportunità e chiede in cambio ai capi villaggio di approntare scuole per i bambini, o di completarne l'arredo. Non solo: il lavoro di rimboschimento, dissodamento del terreno e cura della piantagione è affidato alle famiglie stesse, cui viene insegnato il giusto modo per trarre profitto da questa operazione e continuarla da sole. E' la concretizzazione del detto "se un uomo ha fame, non dargli solo un pesce da mangiare, ma insegnagli a pescare". E gli strumenti per realizzare questa operazione sono già in Madagascar: un trattore, ottenuto grazie all'impegno della fondazione, è già arrivato e lavora senza tregua sui terreni locali.
Durante l'incontro, Luigi Pasqualetti con il Presidente Cordelli hanno ipotizzato, soprattutto per questa ultima opera di padre Stefano, futuri e proficui contatti con il mondo agricolo e universitario di Viterbo, per fornire apporti utili e individuare ulteriori forme di coltivazione che possano giovare al quotidiano sostentamento dei malgasci, come il mais, la manioca, le arachidi. L'occasione è stata utile per padre Stefano anche per ricordare ai presenti la sua opera in Madagascar, che da anni ormai vede il sostegno concreto di Viterbo: la clinica Saint Damien, che serve un territorio ampissimo ed è in grado di effettuare interventi operatori di ogni genere con le sue quattro sale operatorie; la scuola per infermieri intitolata alla città di Viterbo, che ogni anno diploma decine di personale infermieristico: una struttura che ha una valenza nazionale, poiché i neo infermieri trovano occupazione in tutto il paese, dove gli ospedali hanno carenza di queste figure professionali; la casa famiglia, che ospita bambine in prevalenza , dai 2 ai 13 anni , garantendo loro l'affetto di una famiglia vera e un'istruzione.
Infaticabile, Padre Stefano: “Siamo noi che dobbiamo ringraziarlo - ha detto il Presidente della Fondazione Carivit Cordelli - poter realizzare azioni positive che portano beneficio a qualcuno e, in questo caso, a così tante persone, per noi è un vero privilegio”.
E nel frattempo, già si lavora all'edizione 2010 del Gala dei Cavalieri, che si terrà il prossimo 27 novembre presso il 4° Reggimento Scorpione: una serata di beneficenza, che ormai da anni vede una parte del ricavato destinata alla missione di Padre Stefano.