ANNO 27 n° 270
Precari Provincia, "Anche per loro il concorso pubblico"

Riceviamo e pubblichiamo:

La vicenda dei “precari” della Provincia di Viterbo ha i connotati del surreale. Nel Consiglio Straordinario di qualche settimana fa si è discusso del problema, fra l’imbarazzo e i silenzi, quasi si stesse assistendo al Palio di Siena, quando tutti i cavalieri si girano per vedere chi fa la prima mossa. Ebbene, il contorno è risultato a suo modo istruttivo.

Come già da noi sottolineato, in questa vicenda PDL e PD hanno amoreggiato, giungendo, tuttavia, ad un documento comune assolutamente ininfluente rispetto a qualsiasi decisione in merito. Forse perché sarebbe stato fin troppo smaccato di fronte all’opinione pubblica sottoscrivere da subito un accordo del genere. Allora sì che avremmo dato fuoco alle polveri!

Ebbene, come riportano le cronache di questi giorni, i sindacati aspettano le proposte che non arrivano, mentre si avvicina la scadenza del 31 dicembre fissata dalla Finanziaria per sanare o porre un limite al “fenomeno”. E già, perché di “fenomeno” si parla. Un “fenomeno” a nostro avviso pessimo ed ingiustificabile. La nostra posizione è stata di ascolto, di attesa. Ma d’ora in avanti sarà di assoluta contrarietà a che si arrivi ad un assorbimento de facto dei precari senza alcun concorso pubblico. E l’atteggiamento degli stessi sindacati, in questo frangente, ci pare quantomeno strumentale.

La questione è tanto elementare quanto odiosa, per amore di imparzialità. Nella scorsa legislatura del governo provinciale della Tuscia, “qualcuno” ha pensato bene di assumere, con contratti del tutto arbitrari, persone che oggi attendono di sapere se il corridoio preferenziale percorso (grazie a chi?) li porterà ad avere un posto statale senza aver alcun altro merito se non essere amici di amici. Ci chiediamo se difendere “questi precari” sia una questione etica sostenibile. Noi crediamo di no. Noi crediamo che questi precari debbano partecipare ad un concorso pubblico come e con qualunque altro cittadino avente diritto. Noi chiediamo che solo allora, se effettivamente più meritevoli di altri, vengano assunti in pianta stabile. Non prima. Non così. Qualsiasi altra soluzione rispetto ad un normale concorso realmente aperto vorrebbe dire avallare (ancora!) il sistema clientelare che ammala questo Paese, trasversalmente.

Ci chiediamo, piuttosto, se questo “schema” si presenti sul tavolo dell’amministrazione provinciale per la prima volta. Abbiamo forti dubbi. Vorremmo essere smentiti. La nostra impressione è tanta indulgenza dell’attuale maggioranza in Provincia abbia i connotati della reciproca tolleranza. Ma essendo arrivati da pochi mesi in Consiglio vorremmo avere rassicurazioni in merito.

Detto questo e dando per certo che l’IDV Provinciale di Viterbo per sua natura è favorevole a qualsiasi forma di programmazione, elaborazione e messa in opera di percorsi virtuosi e trasparenti che cerchino di risolvere la piaga della precarietà e della disoccupazione nella Tuscia, ci aspettiamo di poter tornare a discutere di tali questioni nei modi e nelle consuetudini che la correttezza amministrativa imporrebbe.

Giuseppe Anelli

Coordinamento Provinciale IDV – Coordinatore IDV Città di Viterbo




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