

VITERBO - Vent'anni e più di lavoro sulle spalle, sempre presente, mai un rimprovero, mai un ritardo, poi rimane incinta e l'Università che fa? La lascia a casa. Definitivamente. Con un bambino piccolo da mantenere e tanta rabbia.
La rabbia di chi, pur lavorando come gli altri, viene di fatto discriminato perché "precario", lavoratore di "serie B", dipendente che conosce solo doveri e spesso zero diritti.
Lei, Angela Magini, 46 anni, per una vita serrista stagionale presso l'azienda agricola didattico sperimentale della facoltà di Agraria quei diritti, però, livuole rivendicare.