

Nella giornata di ieri, personale della locale Squadra Mobile e militari della Compagnia Carabinieri di Viterbo, ha tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, per il reato di rapina in concorso: D.C. L. nato a Villa di Briano (CE) cl.1977 pregiudicato. La predetta misura restrittiva deriva da ulteriori attività d’indagini effettuate dopo l’arresto per il reato di rapina in concorso di 6 soggetti, avvenuto il 19 maggio 2009.
La corposa attività investigativa come si ricorderà, era stata condotta dai due uffici di polizia a seguito di una recrudescenza criminale registrata la scorsa primavera nella provincia di Viterbo, ed aveva permesso di accertare la responsabilità degli indagati in ordine a numerose rapine perpetrate in danno di attivita’ commerciali ed uffici postali ubicati in ambito cittadino e provinciale.
Quattro degli arrestati provenivano dalla zona del Casertano, mentre una complice era residente nella città della Tuscia. I successivi riscontri investigativi realizzati dopo l’arresto della c.d. “batteria” hanno permesso di appurare che il D.C. L., unitamente a due complici aveva preso parte alla rapina perpetrata in data 01.03.2009, ai danni del ristorante si era fatto consegnare “La Torre di Lavello” sito in Tuscania (VT), dove mediante la minaccia di una pistola, si era fatto consegnare dai gestori del locale la somma di 560,00 euro.
Ma il nuovo filone d’indagine consentiva di scoprire che i complici di D.C. L. si erano resi responsabili di ulteriori sette rapine, non contestate nel provvedimento cautelare di maggio, perpetrate oltre che in ambito locale, anche in alcune città del territorio nazionale. In particolare, una, nella zona di Ravenna, in danno di un esercizio commerciale, dove venne contestualmente rapinata anche una cliente; un’altra in un supermercato sito nella limitrofa provincia ternana.
Per questi ultimi fatti la locale Procura della Repubblica ha richiesto la riunione dei vari procedimenti ai corrispondenti Uffici Giudiziari competenti, trasmettendo gli atti a questo G.I.P. per la richiesta di Giudizio Immediato e contestazione dei nuovi episodi delittuosi accertati. Si precisa che il D.C. L. al momento della notifica provvedimento cautelare, si trovava recluso per altra causa, presso la casa circondariale di Bologna.