

Lo scorso anno vinse il primo premio con il racconto "Il Tacchino". Quest'anno è arrivato in finale con "The Devil" e rischia, si fa per dire, di vincere ancora l'ambitissimo premio.
Gianfranco Liberati progettista di impianti petrolchimici in pensione e scrittore per diletto e per passione, sposato, due figli, intende bissare il successo ottenuto nella prestigiosa competizione culturale.
Competizione che, è bene ricordare, non è confinata a livello provinciale o regionale bensì, addirittura, in ambito nazionale. Questo risultato, alla luce della vittoria dello scorso anno e della finale raggiunta quest'anno, riveste un'importanza non indifferente sia per il bravo scrittore bassanese che per il centro della bassa Tuscia che si trova, grazie alla straordinaria performance di un proprio residente, alla ribalta della cronaca.
Signor Liberati, ci spieghi in che cosa consiste questo prestigioso concorso
letterario.
"L'Accademia culturale G. Gioachino Belli - esordisce Gianfranco Liberati - con
sede in Roma, ogni anno indice un concorso letterario sui vari temi della
letterarura: Poesia, italiano e dialettale, narrativa, saggistica e giornalismo. Sui
circa 1000 partecipanti - prosegue Liberati che è anche Presidente del circolo
socio-ricreativo il 'Centro' - c'è una prima selezione che individua i finalisti e
che è intorno al dieci per cento. I candidati che arrivano in finale saranno scelti,
per ogni categoria, tre vincitori".
Chi è quest'anno il Presidente della giuria?
Quest'anno il Presidente sarà Gianni Alemanno, sindaco di Roma.
A che ora dovremmo incrociare le dita per sapere il risultato?
La cerimonia di premiazione inizierà il 19 dicembre, alle ore 17.00, nella sala
della Protomoteca in Campidoglio, alla quale interverranno celebrità dello spettacolo e della cultura di livello nazionale.
La scorsa edizione vinse il primo premio. Chissà che non sia bene augurante per
quest'anno...
Nel 2007 ho vinto il primo premio della narrativa con il racconto "Il Tacchino". Tra i i finalisti di Bassano mi piacerebbe ricordare che c'era anche la signora Adele Vincenti con la poesia "Se avessi tempo".
Lei è l'unico bassanese in finale quest'anno?
"No, c'è anche Francesco Manoni, un bassanese emigrato anni fa in Canada e che,
per l'occasione della premiazione, sarà a Roma venerdì prossimo.
In bocca al lupo.