

VITERBO - All’interno della libreria dei Salici, in via Cairoli 35, giovedì 27 gennaio alle 19, si terrà la presentazione del volume “Le cronache di Niccola della Tuscia”. All’incontro parteciperà l’autrice Alessia Fusari e gli editori della casa editrice ArcheoAres.
Il volume è stato scritto nella ricorrenza dei 610 anni dalla nascita del più illustre cronista viterbese del Quattrocento. Il testo è un omaggio sentito, anche se modesto, ad un illustre concittadino viterbese che tanto ha dato in epoche passate per il benessere della sua città. È anche grazie alle sue pagine di cronista appassionato che gli storici hanno potuto ricostruire con puntualità una parte consistente della storia cittadina ed avere uno spaccato della vita e dei costumi del Quattrocento italiano.
Pur essendo il della Tuccia un punto di riferimento essenziale per studiosi di storia locale e storici in genere, è tuttavia un personaggio poco conosciuto a molti viterbesi. Ripercorrere attraverso le stesse parole del cronista le tappe della sua esistenza terrena e rileggere alcune delle pagine che evidenziano caratteri di espressionismo letterario in questo documento storico, memoria di un’epoca e di una città, è lo scopo di questo testo rivolto ai lettori comuni.
Alcuni brani delle Cronache sono ricchi di immagini suggestive e portano per mano il lettore, con cui spesso l’autore si intrattiene esortandolo a seguirlo nella narrazione dei fatti, in un mondo passato davvero affascinante anche se spesso crudele e ricco di contraddizioni.
Nella cronaca sono frequenti i richiami al lettore, carichi di una moralità nella quale si esplicano le sue prospettive ideologiche e le finalità stesse dei suoi scritti. Le fonti cronachistiche sono uno strumento molto importante non solo per la ricostruzione degli eventi del passato ma anche per la comprensione della cultura delle epoche che ci hanno preceduto. Le informazioni che ci pervengono dalle pagine di Niccola sono il frutto della mediazione tra la realtà e la sua rappresentazione operata dal cronista, premuroso testimone di se stesso e del suo tempo.
Trattandosi di una fonte intenzionale, è necessario inquadrare la prospettiva nella quale i vari dati sono visti dall’autore: infatti, il cronista ha filtrato ed interpretato sia dal punto di vista linguistico che concettuale la realtà conosciuta attraverso altri cronisti precedenti e poi osservata nella propria esperienza esistenziale.
Imprescindibile é, quindi, partire dall’analisi della figura dell’autore e delle sue vicende personali per rintracciarvi l’interpretazione del dato storico al fine di passare poi, attraverso i numerosi brani selezionati e citati, alla delineazione della struttura generale delle Cronache viste come un’opera che merita una rilettura anche all’alba del terzo millennio.