

Sabato 25 giugno alle 18,30 presso la Sala San Nicola, l’Amministrazione comunale di Blera e la Redazione del periodico comunale “La Torretta” saranno liete di ospitare la presentazione del libro “L’epopea infranta. Retorica e antiretorica per Garibaldi” di Massimo Onofri, Edizioni Medusa. Un incontro di alto prestigio culturale durante il quale lo stesso Onofri, docente ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università di Sassari, esporrà il suo volume dedicato al mito di Giuseppe Garibaldi e dei Mille, evidenziando in particolar modo l’esaltazione che ne hanno dato grandi pittori del Risorgimento, quali Fattori e Induni, le cui opere verranno proiettate all’interno della sala. Un appuntamento che il Comune di Blera offre in onore del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
“Il mito di Garibaldi e dei Mille riletto attraverso alcuni snodi cruciali della storia dell'Italia unita, ricorrendo alla testimonianza dell'arte, tra letteratura, pittura, scultura e cinema, alla sua forza celebrativa ma anche demistificante, alla sua capacità di prendere alle spalle i grandi eventi canonizzati dalla storiografia e i monumenti a essi dedicati. 1860-1867, da Quarto a Mentana: le memorie di Abba e gli altri scrittori garibaldini, i ritratti di Lega, Fattori e Induno, là dove quel mito si genera, ma presto anche si svuota accogliendo i più diversi, e spesso contraddittori, significati. Dopo il 1892: i fasci siciliani e scandalo della Banca romana, un'epopea di medaglie, stracci e camicie rosse che comincia a corrompersi, tra un quadro di Coromaldi, De Roberto dei Viceré e I vecchi e i giovani di Pirandello. 1907-1911: anni di celebrazioni garibaldine per un poeta vate, il Pascoli dei Poemi del Risorgimento (ma anche D'Annunzio), e la sua puerilità monumentale, di decisiva importanza per la futura e nera storia d'Italia. 1914-1925: i garibaldini di Nomellini e i 'santi maledetti' di Malaparte, in guerra perenne coi loro popoli. 1930-1934: il Garibaldi del duce, della mafia e di Alessandro Blasetti. 1942-1952: Jovine, Alianello e il Guttuso di Ponte dell’ammiraglio. Questo e molto altro nel nuovo libro di Massimo Onofri, dove ci si interroga su alcune liturgie fondative della nuova Italia, quella che prova a specchiarsi e a riconoscersi in uno dei miti più pertinaci e ambivalenti che il Risorgimento ci ha lasciato. Per un’amara constatazione: ciò che viviamo oggi, l’abbiamo già vissuto ieri.”