ANNO 27 n° 272
Presto inaugurata una sala dedicata a papa Alessandro IV
Riceviamo e pubblichiamo.

Mercoledì 18 novembre alle ore 16.00 sarà inaugurata presso il Palazzo Papale di Viterbo, una sala sottostante il salone del Conclave, ristrutturata dalla Diocesi, con il contributo del Monte dei Paschi di Siena. Questa sala, per iniziativa del vescovo Chiarinelli,sarà dedicata al papa “Alessandro IV”. Perché? Per assolvere, come viterbesi, a un debito di riconoscenza verso uno dei più grandi pontefici.

Nel 1200 nella nostra città abitarono otto papi: Alessandro IV, Urbano IV, Clemente IV, Gregorio X, Innocenzo V, Adriano V, Giovanni XXI, Niccolò III. Di essi o, ben quattro vi ebbero sepoltura Adriano V. Clemente IV Giovanni XXI ad Alessandro IV. E non sono pochi per una città! Onestamente dobbiamo però riconoscere che la loro dimora di morte non fu serena e tranquilla. La sorte più triste è toccata al papa Alessandro IV. Ancora oggi non sappiamo dove sia il suo sepolcro! Si sa che è nascosto sotto il pavimento del nostro Duomo. Ma dove esattamente?Non si riesce a sapere.

Eppure Alessandro IV non meritava questa sorte. Perché non solo la chiesa ma tutta la città di Viterbo deve molto a lui: certamente più che a tutti gli altri papi. Fu lui che solo dopo tre anni dalla sua elezione, avvenuta nel 1254, lasciò Roma e pose stabile dimora nella nostra città, colmandola di privilegi, indulgenze e favori. Fu lui che consacrò il tempio di S. Maria di Gradi, costruendo il meraviglioso chiostro di marmo; fu lui che consacrò la chiesa della SS. Trinità, presso la quale riunì le varie congregazioni degli Eremitani di S. Agostino sparsi nel nostro territorio. Fu lui che promosse il restauro del monastero cistercense di S. Martino e che promosse la lega dei principi cristiani contro i tartari. Lega che si doveva tenere a Viterbo il 6 luglio del 1261 ma che non poté avvenire per l'improvvisa morte del pontefice. Fu Alessandro IV che legò il suo nome alla traslazione della salma di S. Rosa dalla chiesa della Crocetta al monastero di S. Damiano, seguendo personalmente questo trasloco che diede origine al trasporto della macchina di S. Rosa, che ancora oggi commuove ed appassiona tutti i viterbesi.

Questo pontefice benemerito della nostra città morì a Viterbo e fu sepolto sicuramente nella cattedrale. Lo sappiamo dall’affermazione del suo successore Urbano IV. Da varie testimonianze sappiamo con certezza che il corpo di Adriano IV fu tumulato in Duomo. Addirittura sappiamo che tra la tomba di Adriano IV e quella di Clemente IV (allora in Duomo) fu deposto Enrico di Cornovaglia. Ucciso crudelmente nella chiesa del Gesù mentre assisteva alla s. Messa: "in grembo a Dio" come dice Dante nell'Inferno, canto XII v.118-120. Da secoli ogni traccia della tomba di questo Pontefice è scomparsa. Nel 1570 il card. Gambara, durante i lavori di ristrutturazione della cattedrale, fece eseguire degli scavi sperando di ritrovare il famoso sepolcro. Tentativi che furono rinnovati anche nel febbraio del 1683, con esiti altrettanto negativi. Fu incuria dei nostri antenati, la scomparsa di questa tomba?Tutt'altro.

I canonici del tempo, per timore che il feretro dell'amato pontefice fosse rimosso dalla cattedrale, come era avvenuto per il papa Clemente IV, lo nascosero in "loco sicuro e segreto". Tanto sicuro e segreto che fino ad oggi non siamo riusciti a scoprirlo! Una cosa è certa: la salma del papa è ancora nascosta nella cattedrale. Ma dove esattamente? In attesa che la nostra città si attivi finalmente per ritrovare i resti di questo grande papa, la diocesi ha voluto che lo si ricordasse intestando a lui uno dei più prestigiosi saloni del Palazzo papale.

Salvatore Del Ciuco



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