

VITERBO - “Le grandi difficoltà che stanno vivendo tutti i presidi sanitari della provincia, non sono causate soltanto dagli effetti del cosiddetto “piano di rientro”, ma sono anche la risultanza della contestabile organizzazione dei Servizi ospedalieri. Un caso emblematico, è rappresentato dal “Punto di Primo Intervento” del “padiglione di Montefiascone”, spesso alle prese con l’assistenza a “codici gialli” e, addirittura, a“codici rossi”, il più delle volte affrontati in condizioni azzardate per la carenza di personale infermieristico ed ausiliario”.
Lo dichiara la segreteria provinciale della Fials di Viterbo, in una nota indirizzata al direttore generale e al direttore sanitario aziendale della Ausl.
“Inutilmente – prosegue la nota - si è richiesto, nelle fasi di maggiori esigenze dell’ex “pronto soccorso”, di intervenire con gli “operatori socio sanitari” in forza alla geriatria in quanto, il congruo numero di questi, ne consentirebbe l’impiego almeno per fronteggiare le circostanze più critiche che pure continuano a registrarsi in questo delicato settore ospedaliero”.
“Tale adempimento – prosegue - era stato preventivato dallo stesso direttore sanitario del POC, dottor Giuseppe Cimarello, con precise disposizioni finalizzate all’utilizzo di tutto il personale del presidio di Montefiascone in caso di problematiche improvvise ed impreviste”.
“Pertanto – conclude la nota -, di seguito alla precedente nota Fials del 16 febbraio che interveniva sul modulo assistenziale infermieristico unico dell’area di Pronto Soccorso COB, la scrivente chiama in causa i dirigenti affinché accertino quanto esposto nella presente e si attivino per catalogare tutte quelle situazioni di sfacciato favoritismo e parzialità che, stante l’attuale stato di emergenza, devono essere immediatamente rimosse nell’interesse dei malati e dei loro diritti”.