ANNO 27 n° 270
Processo Bollywood, sei assoluzioni
Gli imputati erano accusati di sequestro di persona
20/07/2011 - 15:56

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Si conclude con sei assoluzioni il procedimento giudiziario, celebrato in Corte d’assise, che ha visto sul banco degli imputati due fratelli romeni e quattro indiani per sequestro di persona a scopo di estorsione. Per il presidente della Corte, il giudice Gaetano Mautone, i primi due “non hanno commesso il fatto”; mentre per gli indiani “il fatto non sussiste”.

 

La vicenda, nota alle cronache come “processo Bollywood”, ha inizio nell’estate 2010, quando i sei presunti aguzzini erano finiti in manette con l’accusa di aver sequestrato quattro pakistani che, in precedenza, avevano venduto alla ‘modica’ cifra di 45mila euro permessi di soggiorno falsi agli indiani.

 

Secondo la pubblica accusa, rappresentata dal sostituto Renzo Petroselli, il rapimento – avvenuto nel maggio dello scorso anno in una casale di Villa San Giovanni in Tuscia - avrebbe quindi convinto i pakistani a restituire agli indiani il denaro.

 

Ma per gli avvocati della difesa (Massimiliano Cataldo, Carlo Mezzetti e Antonio Buttazzo) i fatti non erano andati affatto in questo modo. Visto che “i pakistani – hanno affermato i legali in aula – erano arrivati al casale spontaneamente”. L’unica donna (romena) imputata, inoltre, aveva una relazione con uno degli indiani che, guarda caso, proprio i giorni del presunto sequestro, non si era fatto vivo, tanto che lei ne aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri di Civitavecchia. “Nemmeno la Banda Bassotti – ha commentato ironicamente l’avvocato Buttazzo – avrebbe commesso un’imprudenza simile”.

 

Adesso, quindi, i due romeni e i quattro indiani tornano in libertà. Le motivazioni della sentenza si conosceranno entro novanta giorni.

 

 

 

 




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