

VITERBO - Isis Vincenzo Cardarelli, classe 3b. Ore 12, lezione di Lettere. Un diverbio, prima, e lo spintone, poi, da parte dell’insegnante verso una sua alunna. E a Tarquinia si torna a parlare di Margherita Fiorucci, la professoressa già nota alle cronache per i suoi metodi “poco ortodossi”.
Come, ad esempio, fare otto volte l'appello prima di iniziare la lezione. Oppure scrivere l’alfabeto alla lavagna e farlo ripetere agli studenti per due ore consecutive. Fino a che, una mattina, dopo l’ennesima lezione passata a ripetere a, b, c, d, e, f, … gli studenti avevano sbottato ed erano scesi in piazza per manifestare. “Non entreremo in classe finché sarà presente la professoressa”. Un coro unanime sostenuto dai genitori degli studenti che, per diversi giorni, avevano presidiato l’ingresso dell’istituto.
Era l’ottobre 2010 e, per mettere fine allo stato di agitazione, il sindaco Mauro Mazzola era arrivato a chiedere “un immediato intervento per risolvere l’annosa vicenda” all’allora prefetto di Viterbo Carmelo Aronica. “Con il nuovo anno – aveva scritto - si è ripresentata la questione e il malcontento degli studenti è notevolmente cresciuto”. Sì, perché, in realtà, la contestazione era iniziata durante l’anno scolastico 2009/2010, quando la professoressa Fiorucci fu allontanata provvisoriamente dall'istituto e sostituita da supplenti per poi essere trasferita d'ufficio ad altro incarico. Poi presentò una serie di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato riottenendo il posto.
Stavolta, però, nell’aula che ospita la 3b dell’Isis è stato superato il limite, perché l’insegnante sarebbe arrivata a spintonare un’alunna di diciassette anni con cui aveva avuto una discussione.
L’episodio, come accennato all’inizio, si è verificato ieri mattina poco dopo mezzogiorno, quando gli studenti dell’Isis si sono ritrovati nell’istituto i carabinieri del luogotenente Stefano Girelli.
“Il nostro intervento è stato chiesto dal preside della scuola (Nicola Guzzone, ndr)”, hanno riferito i militari che, dopo aver raccolto le prime informazioni sul posto, hanno chiesto alla prof e all’alunna – accompagnata dai genitori perché minorenne – di raggiungere la caserma tarquiniese.
“Hanno riferito come si sono svolti i fatti”, hanno spiegato i carabinieri. “La ragazzina stava bene e non sono state presentate querele. Almeno per il momento”.
Anche il sindaco Mazzola è stato messo al corrente dell’accaduto, ma, stavolta, non è suo il compito di intervenire. “L’anno scorso avevo chiesto l’interessamento del Prefetto perché c’era un presidio fuori un edificio scolastico che arrecava disagi, ma in questa circostanza non saprei proprio cosa fare”.