

Riceviamo e pubblichiamo
In data 22.02.2011 i Consiglieri di minoranza del Comune di Nepi, hanno provveduto a protocollare la richiesta di convocazione di un Consiglio straordinario per sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale una proposta di istallazione, nel centro urbano di Nepi, di 4 fontane pubbliche che eroghino “Acqua di Nepi”.
Tale proposta si è resa necessaria in conseguenza dell’Ordinanza del Sindaco n.06 del 07/02/2011 con la quale si dispone il divieto di utilizzazione, quale bevanda abituale, delle acque erogate dall’acquedotto comunale.
Prendendo spunto dal fatto che il Comune è, di fatto, concessionario della sorgente di acqua potabile denominata Antiche Terme dei Gracchi (sicuramente adatta al consumo umano, in quanto già commercializzata “imbottigliata così come sgorga dalla sorgente” e pertanto conforme, in natura, al Decreto Ministeriale del 29/12/2003 che già fissava la concentrazione massima di arsenico nelle acque commercializzate a 10 µg/l) e dall’art.22 del nuovo contratto stipulato fra il Comune e la Soc. Acqua di Nepi spa che testualmente recita:
“I cittadini del Comune di Nepi potranno accedere alla sorgente sia per trarne l’acqua necessaria al consumo domestico in quantità strettamente limitata ad uso di bevanda, sia per consumarla sul posto con inibizione ad essi di qualsiasi forma di commercio; la società dovrà a tal fine realizzare un impianto di erogazione esterno rispetto allo stabilimento, tale luogo potrà in qualunque momento essere mutato dalla società previo accordo tra le parti. Le modalità d’uso verranno concordate tra Comune e Società entro un anno dalla stipula del presente atto.”
abbiamo pensato che dando urgentemente seguito (in quanto già superato il limite di un anno dalla stipula del contratto) alla definizione in accordo tra il Comune e la soc. Acqua di Nepi Spa alle modalità d’uso per l’accesso dei cittadini di Nepi all’acqua proveniente dalla sorgente Antiche terme dei Gracchi , si potrebbero, se si volesse, con un piccolo impegno, creare le condizioni per garantire il trasporto e l’erogazione dell’Acqua di Nepi in 4 punti strategici del territorio comunale.
Questa soluzione potrebbe dare risposta innanzitutto alla esigenza di garantire, in tempi brevi, alla cittadinanza, l’erogazione di acqua potabile.
Inoltre, visto che le attuali modalità di erogazione di acqua da tale sorgente non sono adeguate alle necessità dei cittadini di Nepi, sia per il limitato tempo di erogazione (3 ore al giorno per 5 giorni alla settimana), sia per la scomoda localizzazione (loc. Graciolo) dell’impianto di erogazione, che comporta anche un difficile controllo degli indispensabili requisiti dei soggetti abilitati al prelievo, se la proposta venisse approvata ci potrebbero essere considerevoli risvolti positivi, sia economici che sociali, per tutta la cittadinanza.
Va inoltre considerato che l’utilizzo di detti impianti può contribuire sensibilmente alla diminuzione dei rifiuti prodotti, tramite un processo virtuoso di eliminazione degli imballaggi, che il mercato attuale delle acque per il consumo umano inevitabilmente comporta, e quindi ci sarebbe un sicuro risparmio anche sulle spese per lo smaltimento dei rifiuti.
Infine, una possibilità non contemplata nella mozione, ma che voglio comunque evidenziare:
qualora la società Acqua di Nepi spa dovesse concordare con una revisione dell’art. 22, si potrebbe permettere, a fronte di un piccolo corrispettivo, il prelievo in modiche quantità anche ai non nepesini, con evidenti ricadute positive sullo sviluppo turistico del nostro paese.
Fiducioso che la maggioranza consigliare saprà cogliere le opportunità che l’approvazione di tale proposta consentirebbe, colgo l’occasione per invitare tutta la cittadinanza al prossimo Consiglio comunale, che contemplerà all’Odg il dibattimento della nostra mozione.
Il Consigliere comunale Pietro Soldatelli