ANNO 27 n° 260
Provenzano non commissionò l'omicidio di Manca

Non fu Bernardo Provenzano, a far uccidere Attilio Manca, l'urologo di San Donà del Piave, ma residente a Viterbo, trovato morto il 12 febbraio del 2004 all'interno del suo appartamento alla Grotticella.

Nessuna conferma infatti, è stata trovata all'ipotesi che, fu proprio Bernardo Provenzano a commissionare l'omicidio del trentacinquenne, che avrebbe curato il boss di Cosa Nostra in una clinica a Marsiglia.

La famiglia di Manca, ha sempre sostenuto, che Attilio, sia stato ucciso dalla mafia, ma nonostante la ferma opposizione, il caso è stato archiviato. All'epoca dei fatti, nel mirino degli inquirenti finirono circa trenta nomi.

Dagli esami del Dna, effettuati su alcuni strumenti trovati a casa del medico, non sono state trovate tracce utili ai fini dell'inchiesta.

Attilio Manca venne ritrovato cadavere il 12 febbraio 2004, verso le ore 11, riverso sul letto. Sul corpo erano visibili, al braccio sinistro, due segni di iniezioni, una al polso ed una all’avambraccio; su tutto il resto del corpo non era visibile traccia alcuna di iniezioni, recenti o datate e non erano stati riscontrati alcuni segni di violenza.

Nonostante la famiglia affermò che Attilio era mancino, che aveva scarsissima praticità con la mano destra, e che non assumeva sostanze stupefacenti, si ipotizzò subito una morte da overdose.




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