

Riceviamo e pubblichiamo:
I continui e repentini stravolgimenti nel quadro politico del centrodestra appaiono sempre più ispirati non a una logica e legittima discussione di una coalizione che dopo le elezioni dovrebbe mettere in campo la squadra migliore per governare i territori e per affrontare temi importanti, ma a un gioco al massacro in cui bande attrezzate di protagonismo non esitano a seminare incertezze e discordia. Tutto questo è il frutto avvelenato della non chiarezza, del dire e non dire, delle mezze verità. Tutto questo è il frutto di un’alleanza messa insieme, non per governare, ma per vincere subito e a tutti i costi.
La naturale conseguenza di questa situazione il presidente Meroi l’ha individuata: dimissioni. Peccato che al protocollo dell’Ente Provincia non mi risulta che esistano e siano state formalizzate. Quindi il presidente Meroi, a dispetto di quanto dichiarato e di quanto apparso sugli organi di informazione, anche nazionali, non si è dimesso. Ha semplicemente mentito e questa cosa non gli fa onore perché dire la verità ai cittadini è la cosa fondamentale per un politico serio che si professa tale e che non vuole conoscere un appannamento della propria credibilità. Quando si dice il buongiorno si vede dal mattino… E che dire delle comprensibili dimissioni del designato presidente del consiglio provinciale Piero Camilli, che si ritira perché forse la maggioranza non ha più i voti per eleggerlo.
Una cosa è certa: non si pensi che l’opposizione sia pronta a sopperire a una maggioranza che appare inesistente.
Federico Grattarola
Capogruppo Pd al consiglio provinciale
Replica di Marcello Meroi:
Mi ero ripromesso di non intervenire più sino a lunedì sulla situazione che vive l'amministrazione Provinciale, ma debbo fare un'eccezione perché tutto posso accettare tranne che farmi dare del bugiardo da Federico Grattarola. Il rappresentante Pd afferma che non mi sono dimesso perché al protocollo della Provincia non è stata formalizzata alcuna comunicazione al riguardo.
Pur se un po' “appannato”, mi pare di ricordare che Federico Grattarola abbia, negli ultimi cinque anni, ricoperto il ruolo di presidente del consiglio provinciale. Tempo credo sufficiente per poter imparare lo Statuto e soprattutto il Testo Unico sugli Enti Locali, dove è stabilito testualmente che le dimissioni siano efficaci decorsi venti giorni dalla comunicazione delle stesse “al Consiglio”. Se Grattarola ha avuto modo di leggere l'ordine del giorno della seduta di lunedì prossimo, avrà constatato che oltre agli argomenti oggetto del primo consiglio e reinseriti “in prosecuzione” perchè non trattati, ho richiesto di inserire un ulteriore punto relativo alle “comunicazioni del presidente”, utile a definire in maniera chiara, decisiva e concludente la problematica a tutti ben nota interna alla maggioranza.
Ovviamente con le ribadite conclusioni da me pubblicamente espresse in caso di perdurante attuale situazione. Grattarola non capisce o finge di non capire che il problema proprio perché serio si affronta sul campo politico. Stia tranquillo che non ho alcuna intenzione di sottrarmi ai miei obblighi e ai miei impegni, lasciando volentieri a lui e a qualche altro le polemiche procedurali che tanto lo appassionano.
Marcello Meroi
presidente della Provincia di Viterbo