

di Domenico Savino
VITERBO - Una cavalcata degna di una squadra che lotta per la promozione. Sono i numeri che incoronano la Flaminia targata Lillo Puccica. Chiamato dal patron Ciappici quando il vascello rossoblù rischiava seriamente di affondare in clamoroso anticipo rispetto alle concorrenti, il tecnico di Capranica ha compiuto un capolavoro. In 25 giornate ha totalizzato 39 punti, un media di 1,56 a gara, ha valorizzato un talento come Tommaso Taverna che deve compiere 18 anni a dicembre e ''si allena come un veterano'' dice il mister. Che si sente soddisfatto. E ne ha tutti i motivi.
''Il bilancio è positivo soprattutto se guardiamo al fatto che ho preso questa squadra in corsa - afferma Puccica - e non è mai facile lavorare con un gruppo che non è il tupo, ma ho trovato dei ragazzi eccezionali che da subito si sono messi a disposizione. Ci abbamo creduto fino alla fine ed è stato un lavoro di grande collaborazione tra tutte le componenti''.
Ha un valore maggiore la salvezza secondo Puccica e il tecnico non ha paura ad ammetterlo: ''L'abbiamo ottenuta tenendo un occhio vigile sul bilancio, che era abbastanza pesante quando sono arrivato. Sono andati via giocatori come La Cava, Sanguinetti, Salvagno, Panini, gente che ovunque fa la differenza. Mentre ho voluto con me uomini di cui mi fidavo, penso a Piva, a Bricchetti, a Gilardi''.
Il discorso cade sui singoli e non si può non menzionare la crescita di Taverna: ''Quando sono arrivato io - dice il mister - non era neanche titolare, ma mi sono subito accorto delle qualità, delle professionalità che ci metteva ad ogni allenamento. Ha il futuro assicurato infatti il Chievo Verona gli ha messo gli occhi addosso e la prossima settimana dovrebbe firmare il contratto, ma non penso ci siano problemi''.
Puccica rivela un retroscena: ''A Febbraio il presidente Ciappici mi ha proposto il rinnovo del contratto, io ho accettato ma ad una condizione, cioè che se fosse arrivata una ''chiamata'' importante sarei stato libero di valutarla. Io devo ringraziare questa società che mi ha dato carta bianca e mi ha fatto lavorare con grande serenità. Adesso non parlerei di riconferma, perchè già ne ero in possesso qualche mese fa. Dico solo che in D resto sicuramente alla Flaminia. Se mi chiamasse la Viterbese? Credo di aver dato tanto e ricevuto molto, perchè è la mia squadra del cuore. Ma ribadisco: serie D per serie D scelgo Civita Castellana''.
Ha parole per tutti Lillo Puccica, le più belle le spende per i più ''anziani'': ''Devo ringraziare soprattutto loro, gente come Capodaglio, Luciani, Piva, Cini. Che hanno capito i momenti si sono rimboccati le maniche e sono stati una guida. Non voglio dimenticare D'Antoni che conosco da quando è bambino e che ho anche tenuto in panchina per sette gare di fila. Ma ha capito e come lui tutti quanti si sono adeguati all'obiettivo da raggiungere e hanno lavorato con grande serietà''.
Un grande uomo e un allenatore che ha saputo calarsi nella realtà con grande umiltà fino a diventare l'artefice di un vero e proprio capolavoro. Complimenti Puccica.