

VITERBO - Pazienti e familiari soddisfatti del ricovero presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) di Viterbo: è quanto risulta da un’indagine conoscitiva portata avanti per un anno.
Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009 sono stati somministrati dal personale dell’SPDC, al momento della dimissione dal reparto, due questionari, uno per l’utente e l’altro per i familiari, da compilare con modalità anonima, riguardanti la soddisfazione/gradimento rispetto alla degenza. L’obiettivo dell’indagine era quello di valutare la qualità assistenziale dell’SPDC della Ausl di Viterbo, per poter successivamente migliorare le prestazioni professionali e le condizioni della degenza e dell’assistenza ai pazienti ricoverati.
Gli utenti hanno collaborato attivamente alla realizzazione dell’indagine (il 70% di essi ha compilato il questionario), mentre i familiari hanno risposto in misura minore (in circa un terzo dei ricoveri): questo ultimo dato può essere spiegato con il fatto che non per tutti i pazienti al momento della dimissione erano presenti i familiari. Le domande, a risposta chiusa, riguardavano il personale, l’assistenza, il contesto di riferimento.
E' emersa da parte degli intervistati un’elevata soddisfazione rispetto alla disponibilità del personale (medici, psicologi e infermieri), all’assistenza, all’informazione sulla malattia e alla comunicazione. Invece, un dato meno soddisfacente riguarda la percezione di una difficoltà di incontro con gli operatori del Centro di Salute Mentale del territorio di appartenenza (metà dei pazienti ricoverati e due terzi dei loro familiari non hanno mai incontrato, durante il ricovero, il medico della struttura territoriale che li seguirà dopo la dimissione), che può essere in parte spiegato con la distribuzione di alcuni ambulatori, periferici nei distretti rispetto al reparto di degenza e in parte dal fatto che molti pazienti provengono da altre Asl. A tale situazione il capo dipartimento, Alberto Trisolini, sta cercando di dare una risposta tramite la realizzazione di équipe e protocolli di integrazione ospedale/territorio.
“È importante sottolineare – spiega Alberto Trisolini - che ricerche come questa hanno valore se non sono considerate come obiettivi finali, ma piuttosto come punti di partenza di nuove forme di collaborazione tra utenti e operatori, che prevedano quindi anche un rimando ai pazienti e alle famiglie sui risultati della ricerca”.
I risultati della ricerca sono saranno resi noti domani, giovedì 17 giungo, durante una giornata di aggiornamento ECM per tutto il personale dell’SPDC nel quale si è valutato, anche con il grosso contributo della direzione aziendale presente all’evento, il significato di questa indagine sia per i pazienti dell’SPDC, che per la stessa Ausl Viterbese.