

di Domenico Savino
La Sorianese è un cantiere aperto. Non è rosea la situazione che ha trovato il neo tecnico Claudio Fazzini. Sia dal punto di vista atletico che da quello degli infortunati, i cimini devono lavorare per far si che la “Ferrari” messa a disposizione dal presidente Francesco Torroni possa sprigionare tutta la sua forza. Intanto la società ha accolto le richieste del trainer: sono arrivato due giocatori. Si tratta di Attilio Nicodemo e Vincenzo Cavallaro. Per quest’ultimo si può parlare di un ritorno dal momento che è stato capitano dei rossoblù quando militavano in serie D nella stagione 2005/2006. Nicodemo è un centrocampista centrale con doti da regista, nato nel 1974, l’ultima stagione a Salerno con annessa vittoria del torneo. Una carriera trascorsa tra i campi di serie B e C viaggiando in lungo e in largo per l’Italia: Juve Stabia, Foggia, Chieti, Sorrento per citare le piazze più prestigiose che hanno visto i piedi molto educati di questo play maker che a trentotto anni ha ancora voglia di dimostrare qualcosa. E per farlo ha deciso di ripartire da Soriano nel Cimino.
La dirigenza rossoblù, tuttavia non è ferma: si potrebbe chiudere breve per un altro centrocampista: “Vediamo cosa offre il mercato – ha sottolineato Fazzini – ci siamo muovendo per un altro centrale o per un esterno”. Poi il tecnico si è soffermato sulla condizione della squadra: “Non l’ho vista bene – confessa – del resto quando si cambia guida tecnica ci sono sempre alla base dei grossi problemi e io sono qui per cercare di risolverli. Una vittoria domenica ci servirebbe come il pane perché consente di guardare tutto con un occhio diverso perché per arrivare ad un livello di forma accettabile ci vuole tempo”.
Fazzini, che ben presto sarà affiancato dal suo storico collaboratore Fabio Fantucci, ha individuato un’altra falla: la condizione atletica: “Spero di sbagliarmi, ma dopo i primi allenamenti non ho visto una squadra brillante, però c’è tempo per rimediare anche a questo”. Poi c’è il capitolo infortunati: sono fuori Maestà (distorsione al ginocchio), Mandro (Microfrattura al tallone), De Santis e Pellegrini. Sono infortuni che hanno dinamiche differenti e tempi di recuperi che si prospettano lunghi in considerazione del fatto che una volta clinicamente guariti, i giocatori devono recuperare un minimo di forza atletica per giocare.
In tutta questa sarabanda di voci e perplessità si staglia all’orizzonte la partita di domenica prossima contro l’Anguillara. L’inizio di una nuova era per Fazzini e per la Sorianese che ha il compito di ripagare sul campo i sacrifici che la società sta compiendo in sede di mercato e di riprendersi il ruolo di “Ferrari” che le è stato riservato durante la sessione di mercato.