ANNO 27 n° 265
Quaranta dipendenti a rischio mobilità
Sindacati sul piede di guerra per l'incontro di domani con i dirigenti della struttura
06/02/2013 - 15:46

VITERBO (fla.lud) – “Il personale non è responsabile dei problemi economici di Villa Rosa eppure ora 40 lavoratori rischiano il posto. E sulla mancata responsabilità dei lavoratori, noi, come associazioni di categoria, siamo uniti e fermi”. Così Angelo Sambuci (Flp) ha esordito alla conferenza stampa di questa mattina parlando anche a nome di Giampietro Brizi (Cisl), Rolando Bernardini (Ugl) e Antonella Ambrosini (Fp), tutti presenti, all’alba dell’incontro con dirigenti e lavoratori per trovare un accordo sul futuro della struttura.

“Il deficit in bilancio di Villa Rosa – ha spiegato Sambuci – è di 4 milioni di euro, 2 milioni l’anno, ma l’ammanco non è imputabile alla spesa per il personale che, anzi, è perfettamente in linea con gli altri istituti, aggirandosi tra il 63 e il 65 per cento. Gli esuberi vanno cercati altrove, non nelle quote del personale, come i soldi spesi per le esternalizzazioni e gli appalti concessi a costi esagerati”.

Per risanare il debito e superare il momento di crisi la proposta dei dirigenti è quella di cambiare la tipologia di contratto dei dipendenti con conseguenti ripercussioni economiche e lavorative, licenziare altro personale (l’estate scorsa sono stati mandati a casa 25 infermieri, ndr) ed esternalizzare alcuni servizi, come il centralino, il laboratorio analisi e il reparto di radiologia. In tre o quattro mesi al massimo, dicono i direttori, e con queste soluzioni, il debito si risanerebbe. In pratica il nuovo contratto prevede 150 euro al mese in meno in busta paga e il bello è che la nuova forma di contratto per i lavoratori non sarebbe temporanea, tanto per arginare la crisi, ma sempiterna.

“Ma la domanda - si chiede la Ambrosini – è: perché hanno parlato di questo debito soltanto sei mesi fa se, dicono, risalirebbe addirittura a sei anni fa? Eravamo a conoscenza di alcune difficoltà economiche, ma non di questa portata. L’abbiamo saputo questa estate quando ai dipendenti è stato chiesto un contributo di solidarietà che hanno rifiutato e quindi addio rinnovo del contratto per 25 infermieri precari. Oggi la struttura conta 180 lavoratori, 40 di loro potrebbero essere messi a rischio mobilità che, sappiamo bene, è l’anticamera del licenziamento, con conseguenti ripercussioni, poi, anche sui servizi erogati. E anche i medici rischiano riduzione di salario e di numero”.

“Queste proposte puzzano di ricatto – tuonano i sindacalisti - , puzzano di scusa per applicare questo benedetto contratto. E ricordiamo che la maggior parte dei lavoratori di Villa Rosa è monoreddito, sono padri di famiglia che portano a casa mille, milleduecento euro al mese e che questo è un periodo di crisi nera. Quello che non torna, poi, è il rifiuto da parte dei direttori sia di farci consultare tutte le voci, compresi i singoli capitoli di spesa, del bilancio, sia di prendere in considerazione altre soluzioni”.

Domani, in ogni caso, avrà luogo l’incontro tra dirigenza e sindacati e, a seguire, l’assemblea dei lavoratori per discutere se accettare o meno questo nuovo piano strutturale. I sindacati chiederanno, inoltre, il prospetto del bilancio 2013, che sarà sicuramente più roseo dello scorso anno.




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