ANNO 27 n° 261
Raccolta porta a porta, troppe perplessità

Riceviamo e pubblichiamo

Apprezzabili gli sforzi dell’assessore Arena di far partire la raccolta differenziata nelle frazioni di S. Martino e Bagnaia e nel centro storico cittadino, ma la tempistica della gestione dell’intero servizio di igiene urbana, nel suo complesso, desta non poche perplessità. E’ da circa 4 anni che è iscritto nel bilancio del comune di Viterbo il finanziamento di oltre 300.000 euro, concesso dalla Provincia di Viterbo, per la raccolta differenziata. Si tratta del cosiddetto “Progetto tris”.

Tale finanziamento era proprio finalizzato a favorire la raccolta differenziata, ma nonostante numerose interrogazioni fatte da PD fin dal 2008, nulla è stato fatto perché si era in attesa dell’appalto pubblico del servizio: queste erano le motivazioni ufficiali della Giunta. Vengo al dunque. Ora questa improvvisa accelerazione. E’ noto a tutti che la società CEV spa, a cui è affidato il servizio, è ormai in liquidazione dal 2008 e, secondo i programmi dell’amministrazione, doveva addirittura cessare di esistere entro giugno 2009, affidando mediante gara o trasferendo al altra società pubblica tutti i servizi erogati.

Così non è ancora avvenuto e tutti i cittadini stanno pagando di tasca loro tali ritardi, in quanto il CEV perde ogni anni circa 900.000 euro. Anziché accelerare il processo di liquidazione e mettere la parola fine al CEV la Giunta, procede invece nel senso esattamente opposto, trasferendo ulteriori risorse alla società, con la giustificazione di migliorare il servizio e addirittura affidandogli la raccolta differenziata.

Ogni persona di buon senso comprenderebbe che un società con l’arco temporale di vita che volge al termine, con il personale sotto organico e poco motivato, non può gestire al meglio questa importante innovazione. Il rischio reale è che il “porta a porta” parta male, i cittadini si disaffezionino e quindi possa sfumare questo straordinario obiettivo.

Pensare di poter raccogliere i rifiuti dalle 6 alle 8 della mattina, alle condizioni date, senza buste e soltanto con i raccoglitori distribuiti agli utenti, appare quantomeno azzardato per non dire utopistico.

Qualcosa non quadra e una domanda sorge spontanea: non è che il CEV ha bisogno di una iniezione di liquidità? Ultima riflessione. E’ addirittura incomprensibile la mancata pubblicazione del bando di gara per l’appalto dell’igiene urbana, seppure predisposto dal CONAI (società specializzata incaricata dal Comune) a maggio 2009.

L’appalto nel suo complesso prevede un importo a base di gara di circa 9.300.000 euro più IVA per il primo anno e 8.100.000 più IVA per gli altri anni successivi, per un complessivo di circa 55.000.000 IVA compresa. Tale importo verrebbe a ridursi di circa 1.000.000 di euro l’anno, qualora venisse realizzata e attrezzata l’area per lo stoccaggio dell’umido, per poi trasformarlo in fertilizzante.

Ovviamente ciò comporterebbe l’abbattimento dei costi del servizio con conseguente risparmio di risorse pubbliche. Provincia e Comune stanno lavorando in tal senso? Quando verrà pubblicato il bando e quindi scrivere la parola fine sul CEV? Sarà mia cura porre questi quesiti all’attenzione della prossima riunione del consiglio comunale.

Alvaro Ricci – Vice Capo Gruppo Partito Democratico del Comune di Viterbo




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