ANNO 27 n° 270
Rapina alla Banca Cattolica, arrestato pericoloso latitante
05/10/2010 - 17:35

VITERBO – E’ un pluripregiudicato romano, Roberto Fiaschetti, 37 anni, latitante, il bandito arrestato dagli uomini della Squadra Mobile di Viterbo dopo che, insieme a tre complici, ancora ricercati, aveva rapinato la filiale della Banca Cattolica, in viale Diaz.

Nel 2006, dopo aver messo a segno un colpo in una banca di Civitavecchia, aveva ingaggiato un conflitto a fuoco nel quale era rimasto ferito un carabiniere. Arrestato per rapina e tentato omicidio, alcuni anni d’anni dopo era stato rimesso in libertà. Dallo scorso giugno, quando nei suoi confronti era stato emesso un ordine di cattura perché deve scontare quattro anni di reclusione, si era reso latitante. Inoltre, la pistola con la quale ha rapinato l’istituto di credito viterbese è risultata rubata ad una guardia giurata di Roma nel 2002.

Lo ha reso noto il capo della Mobile Fabio Zampaglione nel corso di una conferenza stampa. “Ancora una volta – ha detto Zampaglione – la provincia di Viterbo ha subito la scorribanda della malavita romana. E’ un fatto che si ripete con puntualità da diversi anni”.

I quattro malviventi per rapinare  la Banca Cattolica hanno usato “la tecnica del buco”: durante la scorsa notte hanno aperto un varco sul muro perimetrale della palazzina, sono entrati nell’istituto e hanno atteso, nascosti nei bagni, l’arrivo degli impiegati.

Non appena aperti gli sportelli, con il volto coperto da un passamontagna e pistole in pugno, sono entrati in azione, costringendo gli impiegati a consegnare loro il contenuto della cassa continua e del bancomat, circa 60mila euro. Infine si sono dati alla fuga.

Tre a bordo di scooter di grossa cilindrata parcheggiati all’esterno. Il quarto, Fiaschetti appunto, ha invece puntato la pistola contro una giovane donna che aveva il figlio di 18 mesi in braccio, l’ha costretta a consegnargli le chiavi della sua auto ed è scappato in direzione della Cassia Cimina.

Non è ancora chiaro se il latitante sia stato abbandonato per qualche contrattempo dai suoi complici o se abbia preferito rapinare un’auto a causa del violento nubifragio che in quel momento si stava abbattendo sulla città e che gli poteva rendere difficoltosa la fuga con lo scooter.

Una pattuglia della Mobile, della quale faceva parte lo stesso Zampaglione, si è posta al suo inseguimento. Dopo circa mezz’ora è stato bloccato e arrestato. Aveva la pistola pronta a sparare poggiata sul sedile posteriore, con la canna infilata sotto il seggiolino salva bebè.

I poliziotti hanno trovato anche uno zainetto contenente il passamontagna, tre grossi scalpelli, probabilmente usati per sondare il muro della banca, guanti, cacciaviti e altri oggetti da scasso. Del bottino, invece, nessuna traccia. Ora è sotto torchio negli uffici della Questura. I suoi complici, probabilmente anche loro romani, sono invece ancora ricercati.




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