ANNO 27 n° 269
Rapinatore inseguito sui tetti e arrestato
Aveva puntato la pistola a una ragazza per rubandole la borsa
13/05/2012 - 11:08

VITERBO – E’ finita sui tetti del centro storico di Vterbo, scalzo e madido di sudore per aver corso sulle tegole, saltando da un palazzo all’altro, la “carriera” di rapinatore di S.S. ventunenne, romano. E’ sui tetti del centro storico, infatti, che gli agenti della squadra mobile, in collaborazione con colleghi della volante, lo hanno ammanettato dopo un rocambolesco inseguimento. Ora è rinchiuso in una cella nel carcere di Mammagialla, accusato di rapina aggravata, furto e resistenza a pubblico ufficiale e porto illegale di armi.

L’avventura viterbese del giovane, l’ennesimo rapinatore in “trasferta”, era cominciata intorno alle 21 dell’altro ieri (12 maggio) in via Garbini, dove, a bordo di un’auto rubata, ha affiancato una ragazza straniera, le ha puntato la pistola addosso e l’ha costretta a consegnargli la borsa.

“Alle 21,20 di sabato – ha spiegato il capo della mobile Fabio Zampaglione –, una studentessa straniera ha chiamato il 113 denunciando di aver subito una rapina. Subito dopo - ha aggiunto – abbiamo avviato le indagini, partendo dalla descrizione del rapinatore e della sua auto, una panda verde poi risultata rubata, fornita dalla stessa ragazza, alla quale erano stati rubati le carte di credito e il cellulare”.

Intorno all’una del mattino, una pattuglia ha visto un’auto simile al quella descritta ferma nei pressi di un parco pubblico. Il giovane che era seduto al posto guida, alla vista dei poliziotti, è sceso e si è dato alla fuga a piedi. A bordo dell’utilitaria c’erano però altre due persone, risultati estranee alla rapina. Uno dei due, una ragazza, ha riferito ai poliziotti che il giovane fuggito era arrivato in città nel pomeriggio e che aveva preso una stanza in un albergo del centro.

Gli agenti hanno quindi circondato l’edificio è hanno fatto irruzione nella sua camera, ma l’anno trovata vuota. Ma su pavimento c’erano le sue scarpe, parte dei suoi vestiti e il letto era ancora caldo. Pochi istanti dopo, un agente si è affacciato alla finestra è ha scorto una sagoma che correva sui tetti. E così iniziato lo spericolato inseguimento che ha portato all’arresto del giovane.

“Per farlo scendere dal tetto – ha concluso Zampaglione – abbiamo dovuto far intervenire i vigili del fuoco con una scala”. Erano da poco passate le 3 del mattino.




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