ANNO 27 n° 269
Rapporto sull'economia della Tuscia: Viterbo città del Meridione

“L’andamento dell’economia colloca Viterbo tra le ultime province del centro e del nord e tra le prime del sud”.

Questo passaggio dell’intervento del presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella, compendia l’11° rapporto sull’economia della Tuscia, realizzato dall‘Osservatorio economico provinciale in collaborazione con l’Istituto di ricerca economica Guglielmo Tagliacarne. Secondo Palombella, tuttavia, in fondo al tunnel s’intravede una flebile luce. Segno che il fondo è stato toccato. Ora si può solo risalire o restare schiacciati sul fondo. Ma scendere più in giù non dovrebbe essere possibile.

Ad avviso del presidente della Camera di Commercio il territorio continua a soffrire di carenze che non gli consentono di contare “né oggi né domani” su accelerazioni significative, a cominciare dalla scarsa dotazione infrastrutturale, la bassa propensione all’export; la limitata presenza di società di capitali di persone; la difficoltà di accesso al credito.

Tra i dati più positivi più significativi c’è l’aumento del Pil provinciale del 5% rispetto al 2009, anche se il Pil procapite si attesta su 23.608 euro, circa 2.000 euro in meno della media nazionale (25.615 euro).

 Dal punto di vista settoriale il valore aggiunto provinciale prodotto dipende per il 76,8% dall’attività terziaria, prevalentemente costituita da commercio, trasporti, ricettività e servizi alla persona. L’apporto del comparto agricolo, anche se in diminuzione, appare ancora piuttosto consistente, 5,2% a fronte dell’1,8% nazionale.

Rimasto praticamente invariato rispetto al 2009 il numero di imprese: 34.382 nel 2010. Il 73,9% si concentrano in tre settori strategici: agricoltura (36,8% a Viterbo, 10,3% nel Lazio, 16,1% Italia): commercio (22,5%) e costruzioni (14,6%). In crescita il numero di società di capitale che raggiungono quota 9,4%, mentre le ditte individuali in lieve ma costante flessione sono al 73,9%.

Rispetto all’occupazione nella Tuscia nel 2010 si è registrato un aumento in termini di valore assoluto, anche se il tasso di occupazione al 54,6% è lievemente inferiore a quello laziale (59,2%) e nazionale (56,9%). Il tasso di disoccupazione nel 2010 è stato pari al 10,6%, in calo rispetto al 2009, anno in cui si è attestato all’11,7%.

Per il credito nonostante i fattori che caratterizzano l’irrigidimento del sistema bancario locale, anche nel 2010 si rileva una crescita dei depositi pari al 5,4% e degli impieghi al 13,2%.

Le esportazioni, per l’84,4% rappresentato da prodotti del manifatturiero, fanno registrare un aumento del 17,74%. Tra queste contenuta la crescita delle ceramiche (1,1%), mentre i prodotti agricoli e agroindustriali mettono a segno una notevole incremento con un +101,5% nel settore della trasformazione dei prodotti alimentari e delle bevande e un +33,6% nel segmento primario. L’Europa si conferma il destinatario principale delle esportazioni viterbesi pari al 71,6%, anche se risposte interessanti arrivano anche da Asia (+15,4%) e America (+20,7%)

Dal punto di vista congiunturale gli indicatori evidenziano ancora una sofferenza rispetto al 2009: in particolare, il portafoglio ordini esibisce un -5,7%, la produzione un -5,4% e il fatturato un -5,1%. Tutti valori che, sebbene ancora in perdita, mettono in luce una situazione decisamente migliore rispetto anche solo all’anno precedente. In tal senso conforta il dato sugli investimenti, che mostra soprattutto nel comparto manifatturiero un incremento del 5,8% rispetto al 2009 incentrato sull’ampliamento della capacità produttiva, sulla sostituzione di macchinari e impianti ma anche su innovazioni di prodotto e di processo.

Quest’anno il Rapporto sull’Economia della Tuscia Viterbese ha previsto anche un approfondimento sull’imprenditoria femminile. La loro presenza sul totale delle imprese attive è pari al 28,8%, oltre quattro punti superiore al dato nazionale (24,1%). A giugno 2010 il numero di imprese femminili nella provincia di Viterbo era pari a 9.889, con un incremento dello 0,7% rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente. Purtroppo, però, la Tuscia si colloca tra le ultime 15 province per la partecipazione femminile al mercato del lavoro: come risulta dalle forze di lavoro Istat 2010 le donne incidono per il 38,1% sull’occupazione totale provinciale, quota che si attesta al 46,1% nel contesto nazionale.

Alla presentazione del Rapporto sull’Economia della Tuscia Viterbese sono intervenuti per l’Ente camerale, il presidente Ferindo Palombella, il segretario generale Franco Rosati e il vicesegretario Francesco Monzillo. Inoltre il sindaco di Viterbo Giulio Marini, il presidente regionale della Commissione Agricoltura Francesco Battistoni, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro Paolo Bianchini, l’assessore provinciale all’Urbanistica Giovanni Maria Santucci e l’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Simeone. In sala i massimi rappresentanti istituzionali, presidenti e direttori delle associazioni di categoria, gli esponenti degli organismi sindacali, imprenditori e studenti.

 




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