ANNO 27 n° 281
Regionali - Bonino: "No al Cei a Tarquinia e no al nucleare"

VITERBO – No al Cei (Centro di identificazione ed espulsione per immigrati) a Tarquinia o in qualunque altro luogo; no al nucleare; no all’invadenza prepotente del premier Silvio Berlusconi che tracima da tutti i Tg. Sì all’integrazione degli stranieri; sì all’energia alternativa; sì alla valorizzazione delle risorse naturali, turistiche e storico-artistiche della provincia di Viterbo.

E’ la “ricetta” per la Tuscia e per il Lazio in genere illustrata oggi dalla candidata governatrice del Lazio Emma Bonino durante due affollate manifestazioni elettorali tenute a Tarquinia e a Montalto di Castro. Con lei, oltre ai sindaci delle due cittadine costiere Mauro Mazzola, in sciarpa gialla, e Salvatore Carai, c’erano i candidati al consiglio regionale del Pd Enrico Panunzi e Giuseppe Parroncini, nonché Alfio Cortonesi, candidato nel listino. A fare gli onori di casa il segretario regionale del Pd e presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli.

"Non credo che i Cie siano uno strumento efficace per contrastare l'immigrazione illegale. Esistono altri modi che fanno perno sull'integrazione per governare un fenomeno di portata planetaria" ha detto Bonino replicando al sindaco Mazzola che l'ha esortata, una volta diventata presidente della Regione, ad impedire che l'ex polveriera militare vicino alla città, venga trasformata in Cie, o meglio in una sorta di lager . "Ricordo - ha detto ancora Bonino - che molti nostri nonni e parenti, non tutti stinchi di santo, sono dovuti emigrare all'estero per cercare un futuro migliore per tutti noi. Sappiamo quanto hanno sofferto per le discriminazioni subite, e quindi dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che altri subiscano un trattamento analogo. Integrazione, accoglienza, ma anche rispetto delle regole – ha concluso - saranno i presupposti su cui baseremo la politica regionale sull'immigrazione”.

Sul nucleare Bonino ha ribadito il suo no e di tutta la coalizione che la sostiene. Poi, ironizzando – ha affermato: "Vi annuncio che abbiamo già vinto una battaglia: il nucleare in Italia non si farà". E poi ironizzando ha aggiunto: "Sono reduce da un faccia a faccia nella redazione del Messaggero con la candidata del centrodestra Renata Polverini, la quale ha sostenuto che il nucleare è una cosa meravigliosa, ma non nel Lazio. Ieri -ero a Torino a sostegno della candidatura di Mercedes Presso e ho sentito il suo rivale, il leghista Roberto Cota, dire sì al nucleare ma non in Piemonte. Anche Formigoni ha detto sì ma non in Lombardia. Zaia ha ribadito il sì ma non in Veneto. Ieri è stato addirittura lo stesso Berlusconi a dire che il nucleare serve ma non in Puglia. Considerato che altre Regioni, come l'Emilia, la Toscana, l'Umbria, avevano già detto no, è evidente che nessuno lo vuole. Quindi abbiamo vinto perché il nucleare non si farà".

"Noi - ha detto ancora Bonino - faremo tutto il possibile per sviluppare le fonti alternative, una soluzione compatibile e realistica, come dimostra il più grande impianto fotovoltaico d'Italia realizzato proprio a Montalto di Castro".

Rivolgendosi ai suoi sostenitori Bonino li ha esortati a proseguire la campagna elettorale fino alle 15 di lunedì prossimo, “contattando tutti i conoscenti e gli incerti che sono anche nell'area del centrosinistra”.

"Berlusconi - ha detto Bonino - in questi giorni ha lanciato una forsennata offensiva. Dal 21 al 24 marzo ha occupato il 32% del Tg1, il 22% del Tg2, il 16% del Tg3, il 56% del Tg5, l'81% di Studio Aperto. Senza considerare che ha imperversato quasi per tutto il tempo sul Tg4. Tra l'altro ha partecipato a programmi mattutini su tutte le reti". Secondo Bonino tutte le altre liste e tutte le forze democratiche devono reagire alla prepotenza berlusconiana continuando con il massimo impegno la campagna elettorale fino alle 15 di lunedì. "Temo - ha aggiunto scherzando- che negli ultimi giorni Berlusconi occuperà anche le previsioni del tempo e forse suonerà direttamente anche ai citofoni degli italiani".

Commentando la manifestazione del Pdl a piazza San Giovanni a Roma, Bonino a detto: "E' stato uno spettacolo avvilente vedere 12 candidati governatori del centrodestra giurare fedeltà a un programma incentrato sulla figura di Berlusconi. Tutto questo alla faccia del federalismo. E' stato - ha aggiunto - un giuramento durante il quale il premier e i suoi candidati non hanno tralasciato nessun argomento demagogico, compreso quello di promettere di sconfiggere il cancro in tre anni. Un modo irresponsabile di dare speranze vane alla gente che soffre"

A margine delle due manifestazioni, rispondendo alla domanda dei giornalisti se ritenesse 'giustizia ad orologeria' gli sviluppi del caso Marrazzo, Bonino ha risposto: "Ma quali complotti, queste cose lasciatele dire a Berlusconi. La giustizia - ha aggiunto - ha molti problemi ma deve fare il suo corso ed i magistrati vanno lasciati lavorare in pace".




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