

VITERBO - L’avventura di Francesco Battistoni alla guida dell’assessorato regionale all’Agricoltura potrebbe già volgere al termine. Il neo consigliere regionale viterbese potrebbe essere immolato per far posto a una donna. L’ipotesi del sacrificio di Battistoni è stata presa in considerazione in quanto è uno dei due assessori della giunta (peraltro incompleta) varata dalla neo governatrice del Lazio Renata Polverini ad essere stato eletto all’assemblea della Pisana, quindi resterebbe in Regione anche se come “semplice” consigliere regionale. Undici dei tredici assessori sono infatti esterni. L’altro sacrificato dovrebbe essere un ex An.
Sebbene a malincuore e con una serie di garanzie, il via libera all’estromissione concordata di Battistoni sarebbe stato dato dal suo capocorrente, il commissario europeo Antonio Tajani, dopo essersi consultato con il premier Silvio Berlusconi. In cambio a Battistoni andrebbe un incarico di prestigio, oltre alla ''eterna riconoscenza'' dei vertici del Pdl e, soprattutto, del Cavaliere.
L'operazione, però, sarebbe stata momentaneamente sospesa in quanto gli ex An, tra i quali dovrebbe essere trovato il secondo uomo da sacrificare, avrebbero puntato i piedi.
Ma la questione della rappresentanza femminile in giunta dovrà prima o poi essere risolta. Gli articoli 45 e successivi dello statuto regionale, infatti, stabiliscono che il numero massimo di assessori sia di sedici oltre il presidente e che il numero dei rappresentanti dello stesso sesso non sia superiore a undici. Attualmente in giunta, oltre alla presidente Polverini, ci sono due donna Mariella Zezza, Fabiana Santini. Quindi ne devono essere nominate almeno altre due.
La presidente può ancora nominare tre assessori, due dei quali dovrebbero andare all'Udc. Ma i centristi hanno indicato due uomini e non intendono recedere. Quindi il problema resta tutto da risolvere. A meno che la maggioranza non decida di modificare lo statuto.
Rimane da capire come abbia potuto la neo governatrice e i vertici regionali del Pdl ad incartarsi sulla questione femminile. Una situazione paradossale soprattutto per la Polverini che, durante la campagna elettorale, aveva garantito un’adeguata ripartizione degli incarichi tra i due sessi.
Non va poi dimentica che la stessa Polverini aveva giurato che ogni provincia del Lazio sarebbe stata rappresentata in giunta. Invece, dopo Frosinone, anche Viterbo rischia di rimanere esclusa dal governo regionale. Quando si dice che la parola è parola.