

VITERBO - "Il rimpasto di giunta? No comment". Così ha risposto l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio Francesco Battistoni ai giornalisti che, a margine della presentazione degli eventi per il cinquantesimo anniversario della cantina sociale di Piglio (Frosinone), all'enoteca regionale Palatium di via Frattina a Roma, gli hanno chiesto se fosse vero che lui e Antonio Cicchetti erano i principali candidati a lasciare l'incarico allo scopo di far posto a due donne. "Di queste cose non ho mai parlato - ha aggiunto Battistoni -, c'è il paritto chiedete ai dirigenti".
La vicenda del rimpasto di giunta è tornata d'attualità nelle ultime ore, dopo che il governatore del Lazio Renata Polverini aveva lasciato intendere che oggi (16 giugno) avrebbe formalizzato le deleghe da conferire ai rappresentanti dlel'Udc, Ciocchetti e Forte. A questo punto, per rispettare lo statuto regionale che impone la presenza di almeno cinque donne in giunta, la Polverini non potrebbe far altro che revocare due assessori maschi in carica. Un pasticcio creato dalla stessa Polverini che ha formato la sua squadra di governo senza tener conto delle "quote rosa".
La Polverini potrebbe immolare Battistoni e Cicchetti perché essendo stati eletti consiglieri regionali, una volta estromessi dalla giunta manterrebbero lo scranno alla Pisana. Un ragionamento, quello della Polverini e del Pdl laziale, al limite dell'assurdo, in quanto penalizzerebbe coloro che hanno avuto il consenso degli elettori a favore di personaggi scelti dai partiti. Altro che prima Repubblica.