ANNO 27 n° 271
Regione - Né Badini, né Ciambella Non ha ancora un nome la "Lady X" che subentrerà a Battistoni

VITERBO – Né Roberta Badini né Mara Ciambella. Non ha ancora un nome, almeno ufficialmente, Lady X, la donna che dovrà subentrare a Francesco Battistoni all’assessorato alle Politiche agricole della Regione Lazio.

Le quotazioni della Ciambella, che ha diretto per alcuni anni l’assessorato provinciale all’Ambiente quanto era gestito dallo stesso Battistoni, erano salite tra l’altro ieri e ieri mattina (18 giugno), ma nel tardo pomeriggio hanno iniziato a scendere precipitosamente fino ad azzerarsi completamente. Almeno stando a quanto trapelato dagli abbottonatissimi ambienti del Pdl viterbese di provenienza Forza Italia.  Anche se qualcuno è pronto a scommettere che potrebbero risalire oggi. Anche perché Battistoni l’avrebbe posta in cima alla lista delle sue preferenze. Insomma, Mara da Vignanello potrebbe ancora riservare sorprese.

Tuttavia, i vertici del Pdl, sempre di provenienza Forza Italia, avrebbero dato un volto e un nome a colei che dovrebbe prendere il posto di Battistoni. Lady X sarebbe estranea alla politica attiva. Una professionista o un’imprenditrice. Forse ha avuto trascorsi sindacali più o meno recenti. Non è chiaro se in una sigla confederale o in un’organizzazione di categoria.

Sempre secondo i si dice, nel corso delle varie riunioni che si sono incrociate ieri,  qualcuno avrebbe ipotizzato anche il nome del vice coordinatore del Pdl Maria Garbiela Grassini. Ma si sarebbe infranta immediatamente su un muro di “no”.  I dinieghi, asseriscono i maligni, sarebbero venuti anche dagli ex An, partito dal quale l’ex sindaco di San Lorenzo Nuovo proviene.

Oggi ci sarà un altro giro di consultazioni. Si dice che dovrebbe essere quello decisivo. Intanto Lady X aspetta. E spera.

Comunque vada, dal pasticciaccio brutto combinato dalla governatrice del Lazio Renata Polverini, che ha formato la sua giunta senza tener conto delle “quote rosa”, cioè del fatto che lo Statuto regionale impone d’assegnare almeno un quinto dei posti alle donne (o agli uomini), emerge la grande dignità con la quale Battistoni sta affrontando il non facile momento. No un lamento. No una presa di posizione né una polemica. Le poche volte che si è espresso, perché incalzato dai giornalisti, si è limitato a dire che “la scelta la deve fare il partito”.  Intanto ha continuato a lavorare di buzzo buono, ottenendo il sostegno e l’apprezzamento del mondo agricolo.

Evidentemente il lavoro e l’impegno non pagano. Contano molto di più, anzi contano esclusivamente , i protettorati e i gruppi di potere che da almeno tre lustri si sono impossessati della politica. Altro che invidia…




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