

VITERBO – E' tornato al suo posto il dito spezzato da una turista tedesca al gruppo scultoreo ''Il ratto di Polissena'', capolavoro dell’artista viterbese Pio Fedi. Il restauro è stato eseguito da Alberto Casciani, su incarico della direzione degli Uffizi di Firenze. Lo stesso tecnico, cinque mesi fa, aveva ripristinato la stessa mano, sfregiata da un altro vandalo.
L'intervento di restauro è avvenuto in mattinata ed è stato molto rapido, anche perché, in previsione di una nuova eventualità del genere, lo scorso ottobre era stato inserito un piccolo perno ligneo tra il dito e la mano: un accorgimento che si è rivelato molto utile per evitare danni ulteriori al marmo.
Intanto, il direttore della Galleria degli Uffizzi Antonio Natali sta valutando l’opportunità di transennare la Loggia dei Lanzi, dove è esposta l'opera di Fedi, e di regolarizzare gli accessi, attualmente liberi. ''Ritengo anche che si opportuno – ha detto li Natali – chiudere il sito di notte, visto che non è la prima volta che avvengono episodi del genere''.
Dello stesso avviso il presidente del Consiglio comunale di Firenze Eugenio Giani: 'Serve più vigilanza - ha detto - e uno sforzo da parte di tutte le istituzioni affinché svolgano opera di sensibilizzazione sulla tutela dei monumenti'.
La grande scultura di Fedi ha avuto una vita travagliata: tutte le dita dell'arto sono prodotto di integrazioni, rese necessarie da ripetute asportazioni e atti vandalici dei quali l'opera, scolpita tra il 1855 e il 1865, è stata ''vittima''.
Prima dello scorso ottobre, infatti, il Ratto era stato ''mutilato'' già svariate volte: il 28 giugno 1971, durante una partita di calcio in costume, gli furono rotte le dita delle mani e dei piedi; un nuovo danneggiamento avvenne il 5 settembre 1975; il terzo, sempre in occasione di una partita del calcio storico durante la quale ci furono disordini tra le diverse tifoserie, accadde il 29 giugno 1977. Un altro danneggiamento all'opera di Pio Fedi risale al 2009.
Il 12 luglio del 1982, nel corso dei festeggiamenti per la vittoria italiana nei mondiali di calcio, vennero danneggiate le zampe di due cavalli della Fontana del Nettuno, sempre in piazza della Signoria.