ANNO 27 n° 260
Ricci: ''Ci attendiamo risposte politiche''
Il segretario comunale del Pd anticipa le mosse in vista dell'approvazione del rendiconto
17/05/2013 - 16:52

di Domenico Savino

VITERBO – Dopo la diffida inviata dal prefetto al Comune di Viterbo per l’approvazione del bilancio consuntivo arrivano le prime reazioni. Se l’atto del rappresentante del governo nella Tuscia era dovuto, tale discorso non si può fare per le conseguenze politiche che lo stesso può avere. Infatti se saranno rispettati i tempi tecnici, il bilancio andrà approvato sul finire della campagna elettorale per trovare il successore di Marini. Lunedì 20 è stata convocata la conferenza dei capigruppo dal presidente del consiglio comunale Giancarlo Gabbianelli ed entro la metà della prossima settimana si riunirà nuovamente l’assise viterbese.

''Da questa prossima riunione del consiglio ci attendiamo risposte politiche – attacca Ricci -. L’approvazione del bilancio non è un atto formale, ma è la trasposizione in cifre dell’attività dell’amministrazione dei progetti posti in essere, dei programmi che verranno. E invece è giusto che il bilancio consuntivo venga approvato dall’amministrazione uscente e non da quella entrante. In questo comune il rendiconto viene relegato ad un atto meramente tecnico contabile, un’attività residuale. A mio avviso è da li che si notano gli investimenti, la politica tributaria di un comune, insomma da queste situazioni si determina la vita di una città”.

E per spiegare che a suo avviso l’amministrazione Marini ha fallito, Ricci snocciola cifre, numeri che mette in parallelo tra previsione e consuntivo, dati che è riuscito ad ottenere grazie alla collaborazione degli uffici comunali: “L’asse tra Comune, Provincia, Regione e Governo è stato un cortocircuito. In fondo se non ci sono progetti cosa si deve approvare? Se come dice Marini i milioni stanno cadendo a pioggia su Viterbo non dovrebbe avere alcun problema ad approvare il bilancio”. Quindi passa all’atto pratico: “Basta vedere i trasferimenti dalla Regione al Comune: dai 23 milioni di euro previsti, ai 746mila accertati. Oppure la spesa corrente dai 64 milioni a 57, o ancora gli investimenti da 57 a 14 milioni. Insomma se c’è un avanzo globale di circa 600mila euro non è u dato positivo, è il segno che ci sono dei soldi non spesi e che si è programmato male”.

Ricci elenca una serie di incompiute o comunque di opere partite in ritardo “che determinano la sconfitta del governo Marini in termini sostanziali: da Strada ponte sodo alla scuola materna di Santa Barbara, dall’ex tribunale alle strade un esempio per tutti i rattoppi a Celleno. Un bilancio tiene conto di grandi questioni come Tuscia Expò a rischio fallimento, aeroporto, terme Inps. In quest’ultimo caso devo dire che nel patto sottoscritto da Michelini e Zingaretti ne cederà il possesso al Comune di Viterbo e siccome penso che governeremo noi questo è un impegno forte che ci prendiamo

Infine la stoccata riguarda il problema arsenico. Anche in tal caso Alvaro Ricci si affida ai numeri: “Ci sono 24 milioni di euro in cassa e come Pd avevamo proposto una mozione per cui ci sarebbe stata un’anticipazione per costruire i dearsenificatori. E invece la mozione è stata bocciata. Devo dedurre che o Marini non si fidava della Regione o ha sottovalutato il problema. La conseguenza è che Viterbo ha fatto una figuraccia a livello nazionale e la città è ritenuta inquinata e la sua acqua è inquinata”.




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