

Va al laboratorio di analisi di Belcolle per un prelievo ma viene rimandato indietro perché la richiesta del medico è “irregolare”. Si reca allora alla casa di cura Santa Teresa, dove invece non hanno nulla da obiettare e gli viene regolarmente prelevato il sangue per le analisi prescritte la madico curante.
E’ accaduto ad un impiegato, un sessantenne cardiopatico, A. P., martedì mattina, il quale con la sua prescrizione medica si è recato presso il laboratorio di analisi dell’ospedale di Belcolle dove, dopo la canonica coda, si è sentito rispondere, anche in maniera piuttosto brusca a detta dell’interessato, che la richiesta del medico era irregolare e che non potevano procedere al prelievo.
In particolare alcune analisi gratuite (per via dello “status” di paziente cardiopatico) sarebbero state prescritte nello stesso foglio di quelle a pagamento. Cosa questa, secondo l’operatrice che gli ha contestato l’”irregolarità”, assolutamente imperdonabile.
Quindi niente analisi e dietro front.
A nulla sono valse le insistenze e l’arrabbiatura di A. P. che a quel punto, con la sua richiesta “irregolare”, va dritto al laboratorio di analisi della Santa Teresa dove, al contrario, non hanno alcuna contestazione da fare e in dieci minuti gli fanno il prelievo.
Così dopo il famoso bicchiere che alcuni vedono mezzo pieno e altri mezzo vuoto, si scopre anche che ci sono ricette mezze “irregolari” o mezze “giuste”.
Sicuramente l’operatrice di Belcolle avrà anche ragione dal punto di vista formale, ma considerando che in certi posti già ci si va non propriamente in allegria e impiegando del tempo, non sarebbe opportuno sburocratizzare un pochino?
Insomma: un po’ di buon senso proprio no?