

VITERBO - Dopo la definitiva approvazione del nuovo regime dell'uva per cassa, un'altra importante misura a favore delle piccole imprese contenuta nel decreto di recepimento della direttiva europea, che obbligherà ad effettuare i pagamenti entro 30 e 60 giorni dalla fattura. Le nuove regole scatteranno per le transazioni commerciali che si concluderanno dal 1 gennaio 2013.
Confartigianato da tempo impegnata su questo fronte, lamenta il problema dei ritardi di pagamento come una zavorra pesantissima sulle nostre aziende.
“Apprezziamo – afferma Confartigianato - la decisione del Governo che ha mantenuto l’impegno di recepire entro novembre, con la delega contenuta nello Statuto delle imprese, la direttiva europea che porta a 30/60 giorni i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra Stato, privati e imprese. Così si recupera competitività con il resto d’Europa”.
Il Segretario provinciale Andrea De Simone esprime giudizio positivo sul provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri: “Ora anche in Italia avremo finalmente regole chiare per combattere il malcostume dei “cattivi pagatori’ che mette in ginocchio le piccole imprese. Il recepimento rigoroso dei principi della direttiva previsto dal decreto legislativo approvato dal Governo potrà contribuire a risolvere uno dei problemi più gravi che stanno all’origine della mancanza di liquidità degli imprenditori e che addirittura, in questi tempi di credito scarsissimo, ha portato anche alla chiusura molte aziende”.
“Oggi in Italia – ricorda De Simone - i tempi medi di pagamento della Pa e dei privati nei confronti delle piccole imprese sono di 180 giorni e nell’ultimo anno sono aumentati di 44 giorni. Nel nostro Paese i tempi medi di pagamenti sono il doppio della media UE per i pagamenti tra privati e il triplo della media europea nei pagamenti della Pubblica amministrazione. Ma numerosi imprenditori devono attendere addirittura anni per essere pagati. E’ il caso delle Asl che in Calabria impiegano addirittura fino a 793 giorni per pagare le imprese fornitrici di beni e servizi. Agli imprenditori artigiani questi ritardi costano 3,6 miliardi l’anno di maggiori oneri finanziari. Ora – conclude - dobbiamo stringere la trattativa per migliorare la produttività del lavoro nel nostro Paese”.